Viaggi e Turismo

Il Codacons si occupa di tutte le situazioni che creano disagi ai viaggiatori, dai ritardi del servizio di trasporto, alle inadeguate condizioni di viaggio, ai bagagli smarriti, alla mancata corrispondenza tra quanto promesso e quanto realmente offerto.

In particolare il Codacons fornisce consulenza legale a tutti coloro che hanno subito i disservizi nell’ambito del turismo; nei casi più eclatanti vengono avviate procedure di risarcimento danni dinanzi l’autorità giudiziaria competente mediante l’assistenza di uno dei nostri legali.

In tale campo uno degli obiettivi del Codacons è quello di affermare il diritto in capo ai consumatori di avere risarcito il danno di attesa, cioè in tutti quei casi in cui il viaggiatore è costretto ad attendere per partire o quando invece giunge con considerevole ritardo rispetto l’orario di arrivo previsto.

Nei suddetti casi il Codacons ha ottenuto sentenze positive da parte dei giudici investiti dei giudizi promossi contro alcuni dei maggiori enti preposti al servizio di trasporto.

Il Codacons si occupa anche di monitorare la qualità del servizio offerto da strutture che operano in regime di monopolio, quale per esempio le F.S. nell’ambito dei servizi Eurostar di cui si raccolgono sul sito tutte le eventuali doglianze.

Vi ricordiamo che in ottemperanza alla direttiva comunitaria recepita dal nostro ordinamento è stato istituito un Fondo di Garanzia per tutti coloro che sono risultati vittime dei pacchetti viaggio “tutto compreso” che si sono rilevati essere delle truffe; in tale caso vi ricordiamo che è necessario comunicare la truffa entro 10 giorni dal rientro, quale condizione di procedibilità per la richiesta di rimborso.

Il Codacons si occupa di tutte le situazioni che creano disagi ai viaggiatori, dai ritardi del servizio di trasporto, alle inadeguate condizioni di viaggio, ai bagagli smarriti, alla mancata corrispondenza tra quanto promesso e quanto realmente offerto.

In particolare il Codacons fornisce consulenza legale a tutti coloro che hanno subito i disservizi nell’ambito del turismo; nei casi più eclatanti vengono avviate procedure di risarcimento danni dinanzi l’autorità giudiziaria competente mediante l’assistenza di uno dei nostri legali.

In tale campo uno degli obiettivi del Codacons è quello di affermare il diritto in capo ai consumatori di avere risarcito il danno di attesa, cioè in tutti quei casi in cui il viaggiatore è costretto ad attendere per partire o quando invece giunge con considerevole ritardo rispetto l’orario di arrivo previsto.

Nei suddetti casi il Codacons ha ottenuto sentenze positive da parte dei giudici investiti dei giudizi promossi contro alcuni dei maggiori enti preposti al servizio di trasporto.

Il Codacons si occupa anche di monitorare la qualità del servizio offerto da strutture che operano in regime di monopolio, quale per esempio le F.S. nell’ambito dei servizi Eurostar di cui si raccolgono sul sito tutte le eventuali doglianze.

Vi ricordiamo che in ottemperanza alla direttiva comunitaria recepita dal nostro ordinamento è stato istituito un Fondo di Garanzia per tutti coloro che sono risultati vittime dei pacchetti viaggio “tutto compreso” che si sono rilevati essere delle truffe; in tale caso vi ricordiamo che è necessario comunicare la truffa entro 10 giorni dal rientro, quale condizione di procedibilità per la richiesta di rimborso.

Rivolgetevi ai nostri consulenti operanti presso una delle nostre sedi per tutti i casi di disagi e problemi in viaggio o con le compagnie di trasporto.

SOS TURISMO: “Non lasciare che la tua vacanza da sogno si trasformi in un incubo!!!!!”

Finalmente!! Finalmente, dopo tanto lavoro, stress e pensieri è arrivato il momento tanto atteso.. quello di staccare la spina dimenticandoti di tutto e tutti, insomma, quello di goderti pienamente le vacanze che hai tanto sognato, magari per un intero anno visto che il tuo lavoro non ti concede di più.. che brutta sorpresa però se tutto quanto si rivela un incubo!

Piuttosto che svegliarsi e dimenticare tutto però, è meglio svegliarsi ricordando bene il tuo incubo e sapere quanto necessario al fine di ottenere giustizia da chi si è intromesso in quel piacevole sogno!

I centralini del Codacons vanno in tilt ad ogni rientro dalle vacanze e le lamentele che riceve sono le più disparate: dai topi trovati in albergo (nel vero senso del termine, ossia roditori che gironzolano da una stanza all’altra, come se fossero dei clienti) agli scarichi fognari maleodoranti collocati vicino alla spiaggia da sogno vista nel depliant. Come tutelarsi? E’ importante che il turista conosca bene quali sono i propri diritti, solo così può farli valere subito ed evitare di rovinarsi la vacanza.

 

Il pacchetto turistico o meglio “la vacanza tutto compreso”

I problemi maggiori si hanno con il pacchetto turistico ossia quelle vacanze, quei viaggi “tutto compreso” comprendenti almeno una notte che, ad un prezzo forfettario, offrono almeno due delle tre seguenti prestazioni:

– trasporto;

– alloggio;

– altri servizi turistici significativi (escursioni, guide turistiche…).

I pacchetti turistici sono quindi formule di vacanza tutto compreso, organizzate dai “tour operator” e posti in vendita al pubblico, per lo più tramite le agenzie di viaggio.

Spesso si tende a ritenere l’agenzia responsabile per i problemi verificatisi in vacanza ma l’agenzia agisce solo come mandatario, cioè solo per il corretto adempimento delle formalità di vendita, prenotazione e informazione.

Per ogni problema relativo alla qualità dei servizi, si ritiene responsabile infatti  l’organizzatore della vacanza (il cosiddetto tour operator). Non sempre è semplice individuarlo ma per non sbagliarsi bisogna tenere presente che esso coincide con il soggetto (la società) il cui nome compare sui cataloghi. Il tour operator è responsabile anche per tutti gli inadempimenti e danni causati dai fornitori da lui scelti (albergatori, compagnie aeree, guide, ecc.), nei confronti dei quali sarà lui a doversi rivalere dopo avere risarcito il turista.

 

 

L’agenzia vi ha comunicato una revisione del prezzo poco prima della partenza?

Acquistata la vacanza, può arrivare la sgradevole sorpresa di un aumento del prezzo. Tale aumento non può in nessun caso intervenire negli ultimi 20 giorni prima della partenza, non può essere superiore al 10% del prezzo originario e deve essere giustificato da variazioni del costo del trasporto, del carburante, del tasso di cambio applicato o di diritti e tasse.

Se l’aumento supera il 10%, il consumatore ha diritto di recedere dal contratto senza penali e dovrà ottenere la restituzione di tutte le somme già versate.

Trascorso indenne il ventesimo giorno prima della partenza, il consumatore ha diritto di partire senza maggiorazioni di prezzo: non può intervenire quindi alcuna variazione di prezzo!

 

Cosa fare in caso d modifiche contrattuali non richieste..

Se, prima della partenza, l’organizzatore o l’agenzia, comunicano la modifica di uno o più servizi compresi nel pacchetto, con eventuale variazione di prezzo, il consumatore può scegliere tra:

  • accettare la modifica;
  • recedere dal contratto (con restituzione delle somme già corrisposte);
  • accettare l’offerta di un pacchetto alternativo, che può essere equivalente, superiore (senza maggiorazione di prezzo) o inferiore (con rimborso della differenza).

La scelta deve essere comunicata entro due giorni lavorativi dal momento in cui si è ricevuta la comunicazione.

 

Disdetta prima della partenza?

Il tour operator può annullare il viaggio, entro il termine indicato nel contratto, e con restituzione delle somme ricevute, se non raggiunge il numero minimo di partecipanti preventivamente indicato nel contratto.

Se il consumatore si trova nell’impossibilità di usufruire del pacchetto turistico acquistato, non può recedere, ma può cedere il contratto ad un’altra persona. In questo caso, deve comunicarlo per iscritto entro 4 giorni lavorativi prima della partenza, indicando le generalità del sostituto. Inoltre, rimane obbligato per il saldo, unitamente al nuovo acquirente.

 

L’aereo è partito in ritardo?

Può capitare che la ritardata partenza dell’aereo costringa a trascorrere la prima giornata di vacanza in aeroporto anziché nella località prescelta.

È frequente che l’organizzatore cerchi di scaricare la propria responsabilità sulla compagnia aerea o sul gestore dell’aeroporto. Alcuni tour operator prevedono persino clausole espedienti secondo cui “l’orario di partenza è puramente indicativo”, con conseguente esclusione di responsabilità a loro carico. E’ da ritenere che tali clausole siano illegittime.

Infatti, nei viaggi organizzati “la data, l’ora e il luogo della partenza e del ritorno” sono elementi essenziali del contratto (art. 86, lettera g Codice del Consumo) quindi attenzione ai tour operator che vogliono liberarsi da responsabilità su loro vertenti per disagi relativi ad eventuale ritardo nella partenza.

 

Mai sentito parlare di turisti abbandonati in paesi lontani?..capita anche questo..purtroppo..

Le cronache riportano casi di turisti abbandonati a sé stessi. In questo caso, la causa è una sola: il tour operator non ha pagato i servizi ai suoi fornitori locali (albergatore, compagnia aerea) con la conseguenza che costoro interrompono la fornitura del servizio ai clienti dell’organizzatore inadempiente, cioè ai turisti, che, pur avendo pagato tutto anticipatamente, si trovano negato l’albergo o il trasporto per il viaggio di ritorno.

Un rimedio è rappresentato dal “Fondo nazionale di garanzia”, che in caso di insolvenza o di fallimento del venditore o dell’organizzatore, consente il rimborso del prezzo versato ed il rimpatrio del consumatore, oltre al risarcimento dell’ulteriore danno (che deve essere richiesto entro 3 mesi dal rientro).

 

Disagi in loco. Come ottenere risarcimento dei danni e far valere il cosiddetto danno da vacanza rovinata.

Giunti a destinazione, gli inconvenienti che possono presentarsi al povero turista sono innumerevoli.

I più frequenti riguardano le condizioni igieniche della struttura ricettiva o la classificazione alberghiera che non corrisponde a quella prescelta; spesso poi ci si trova innanzi a veri e propri cantieri cantieri aperti all’interno del villaggio. E cosa dire dei problemi che coinvolgono la spiaggia? Già proprio quella splendida spiaggia da sogno illustrata nel catalogo.. che delusione scoprire, all’arrivo in loco, che risulta non disponibile perché privata. Per non parlare del cibo che nella maggior parte dei casi non è esattamente costituito da quelle prelibate pietanze descritte sul depiant informativo..ancor peggio se conduce addirittura a gravi intossicazioni alimentari.. e succede, purtroppo succede anche questo!

In tutti questi casi occorre ricordare che, oltre a quanto espressamente sottoscritto nel contratto, anche tutte le descrizioni e le illustrazioni contenute nel catalogo sono vincolanti per l’organizzatore, che, anche sotto questo profilo, deve rispondere di ogni inadempimento e di ogni danno che ne consegue.

Il pacchetto turistico ha in sé un valore aggiunto rispetto alla semplice somma dei servizi che lo compongono. Il tour operator vende non soltanto trasporto + albergo + servizi accessori: vende una vacanza, cioè l’aspettativa di un periodo di rigenerazione delle proprie energie psico-fisiche. Lo ha ben presente quando fa passare questo concetto nei propri messaggi pubblicitari, ma spesso se ne dimentica quando il consumatore insoddisfatto gli richiede un risarcimento, comprensivo non solo dei danni materiali e dei servizi non goduti, ma anche del danno “psicologico” o “morale”, il cosiddetto danno, cioè, da vacanza rovinata.

 Infatti, se la qualità della vacanza viene pregiudicata dalla mancanza o inadeguatezza di alcuni servizi, il turista avrà diritto non solo al rimborso dei servizi mancanti, ma anche al risarcimento del danno derivante dalla frustrazione di quell’aspettativa che era parte integrante del pacchetto (e che costituiva quel valore aggiunto che il tour operator aveva pubblicizzato).

 

Assicurazione? Perché no..ma sappiate che non siete costretti.

Il tour operator è tenuto a dotarsi di una copertura assicurativa per la responsabilità civile verso il consumatore per i danni alla persona o alle cose. Spesso viene proposta al consumatore anche la stipula di una propria polizza assicurativa. Poiché l’importo richiesto è in genere modesto, il consumatore può trovare comodo assicurarsi per prevenire eventuali future controversie con il tour operator. Ricordiamoci, però, che tale forma di assicurazione è assolutamente facoltativa, e non obbligatoria come a volte si tenta di farvi credere. Pertanto decidete tranquillamente di farla se ritenete che sia nel vostro interesse ma non sentitevi obbligati: non lo siete affatto!

Se vi viene proposta una formula “Roulette”

E’ una particolare modalità di offerta di pacchetti turistici da parte dei Tour Operator: a fronte di un significativo abbattimento del prezzo, il turista accetta un margine più o meno ampio di incertezza relativo alla dislocazione dell’alloggio.

Nella prassi commerciale, tale formula si presenta in tre diverse forme:

  1. a) nell’ipotesi classica, e più diffusa, viene garantita la categoria della struttura ricettiva e la località turistica di soggiorno;
  2. b) l’incertezza è limitata ad una rosa ristretta di possibili strutture ricettive preventivamente individuate (ad esempio, fra quelle presenti nel catalogo del tour operator per quella località);
  3. c) il margine di incertezza viene viceversa ampliato, riservando al tour operator la facoltà di scelta non solo tra diverse strutture ricettive, ma addirittura tra diverse località turistiche, nell’ambito di un’area geografica determinata (ad esempio diverse località di una stessa isola). In tutti questi casi, la sistemazione logistica viene individuata non al momento della conclusione del contratto, ma solo pochi giorni prima della partenza, e in alcuni casi, solo all’arrivo a destinazione. La struttura ricettiva viene individuata all’ultimo momento, sulla base dell’invenduto delle varie strutture disponibili e delle disponibilità residue degli albergatori (di qualunque albergatore di quella – o di quelle – località, con l’unico vincolo della categoria garantita dall’organizzatore). Perciò, il consumatore deve essere consapevole che, a fronte di un vantaggio economico, gli viene richiesto un certo margine di adattabilità: non ci sarà nessuna possibilità di concordare preventivamente l’individuazione della struttura, né, tanto meno, condizioni particolari (come la “vista mare”, la distanza dalla spiaggia, o altro). In deroga al principio generale, in tal caso, ciò che compare sul catalogo non è vincolante per il tour operator, che non garantisce nulla di individuato, ma solo un determinato livello di servizi (categoria).

Inoltre, qualunque eventuale impegno assunto verbalmente dal tour operator o dall’agenzia non ha alcun valore: se, ad esempio, nell’ambito di una formula roulette, si concorda una distanza massima dalla spiaggia, o la limitazione della scelta fra una cerchia ristretta di alberghi, è necessario che ciò formi oggetto di apposito impegno scritto e/o di una specifica clausola del contratto. In caso contrario, non si potrà pretendere l’adempimento, né far valere una responsabilità per inadempimento, rispetto a promesse formulate solo verbalmente.

 

Hai effettuato l’acquisti del tuo pacchetto turistico on line? Non preoccuparti: hai la stessa tutela offerta a chi acquista tramite agenzia.

Spesso non si ha ben chiaro il fatto che, seppur un acquisto effettuato su internet possa avere qualche rischio aggiuntivo rispetto all’acquisto tradizionale, cioè tramite agenzia, ha comunque le stesse garanzie di quest’ultimo: viene offerta cioè al turista la medesima tutela.

Rimangono quindi invariati, anche nel caso di acquisto on line: il diritto all’informazione, le regole relative alla revisione del prezzo, alla modifica delle condizioni contrattuali, alle responsabilità dell’organizzatore e del venditore del pacchetto per inadempimenti o danni, ossia tutto quanto su esposto.

Giova precisare poi, in particolare, che per quanto riguarda il diritto all’informazione, si ritiene che l’obbligo di rilasciare al consumatore una copia del contratto stipulato sia adempiuto con la possibilità di scaricare e stampare le condizioni generali di contratto nella forma integrale (cosa che è sempre consigliabile fare, prima di concludere il contratto, in modo da verificarne con calma tutte le condizioni). Se il sito che state  visitando non offre questa possibilità, probabilmente ha qualcosa da nascondere, e quindi è meglio lasciare perdere..continuate a navigare in cerca di lidi più sicuri su cui approdare..

In secondo luogo, è utile ricordarsi sempre, prima di concludere la transazione e prima di effettuare pagamenti on line, di verificare preliminarmente chi sia il soggetto da cui stiamo per acquistare il servizio.Può infatti essere semplicemente un Tour Operator o un’ agenzia che operano anche sul web, ma potrebbe anche trattarsi di agenzie improvvisate, che operano solo tramite internet, magari senza alcuna autorizzazione amministrativa e senza alcuna garanzia verso i clienti, o, peggio ancora, puri e semplici truffatori. Il primo rischio che correte, infatti, è che il vostro interlocutore scompaia nel nulla dopo avere incassato il primo acconto (o magari l’intero prezzo richiesto in anticipo). Spesso quindi si finisce con l’imbattersi in una vera e propria truffa, e sarà molto complicato, se non del tutto impossibile, fare valere i vostri diritti se la controparte è solo virtuale o se ha sede all’altro capo del mondo quindi ricordatevi sempre, se state per acquistare un pacchetto viaggio proprio on line di:

-controllare che la pagina web indichi chiaramente una sede fisica del venditore;

-verificare gli estremi della sua autorizzazione amministrativa,

– controllare l’eventuale affiliazione ad una associazione di categoria.

In questo modo, sarà anche possibile verificarne l’iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio, e all’albo regionale delle agenzie di viaggio. L’assenza di queste indicazioni deve essere considerata come un preoccupante sintomo di scarsa serietà e di dubbia affidabilità dell’interlocutore. Sarà utile, inoltre, verificare l’affidabilità del sito in quanto tale, esaminando quali soluzioni tecniche vi siano adottate sotto il profilo della sicurezza dei pagamenti e di tutela della privacy.

Oltre agli articoli da 82 a 100 del “Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005) a chi acquista pacchetti turistici “on line”, saranno applicabili anche le norme su contratti conclusi a distanza (Articoli da 50 a 61 Codice del Consumo).

Inoltre, vi è la possibilità di esercitare un “diritto di recesso”, cioè la possibilità di liberarsi dal contratto sulla base di un semplice ripensamento, a prescindere dal motivo.

Il nuovo art. 64 del Codice del Consumo ha parificato i termini per l’esercizio del diritto di recesso nei due casi di vendita a distanza e di vendita fuori dai locali commerciali, in precedenza diversamente disciplinati da due differenti decreti. Il termine è di 10 giorni lavorativi dal momento della conclusione del contratto, e il diritto di recesso va esercitato con lettera raccomandata a/r sottoscritta dalla stessa persona che ha concluso il contratto e inviata all’indirizzo del venditore (o del diverso soggetto eventualmente indicato nella nota d’ordine). Il termine diventa di 90 giorni (sempre decorrenti dalla conclusione del contratto) nel caso in cui il venditore non abbia soddisfatto gli obblighi di informazione relativi al diritto di recesso e nel caso in cui l’informazione sia stata incompleta o errata.

 

Cosa fare, in sintesi, per contestare la vostra vacanza-incubo.

In caso di disagi subiti in vacanza, è buona norma formulare la contestazione direttamente sul posto (meglio se per iscritto), rivolgendosi, se possibile, al rappresentante locale del tour operator.

Se il problema non viene risolto, è possibile in ogni caso fare valere i propri diritti dopo il rientro, inviando una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al tour operator entro 10 giorni lavorativi.

In questa prospettiva, sarà utile procurarsi elementi di prova sul posto (fotografie, testimonianze di altri turisti reperibili dopo il rientro, documenti).

 

Si parte!!!..attenti se decidete di prendere l’aereo!

Tutto inizia con il viaggio… ormai è diventata la normalità recarsi presso la destinazione della propria vacanza in aereo.. è praticamente più economico,oltre che più veloce, degli altri mezzi di spostamento quindi perché non sceglierlo?

I voli sono classificabili in voli di linea, previsti dagli orari delle compagnie aeree, e voli “charter”, ossia voli a carattere occasionale noleggiati da organizzazioni turistiche.

Viaggiare sui “charter” non comporta particolari problemi di sicurezza, ma espone a maggiori rischi in ordine al rispetto degli orari e può creare problemi in caso di rinuncia, rimborsi, ecc. Inoltre è assai problematico ottenere la riprotezione su voli coincidenti che in generale viene garantita su voli di linea della stessa compagnia.

Mentre i charter sono ordinariamente a classe unica, i voli di linea (non nelle brevi distanze) offrono almeno due classi: Prima (First) e Turistica (Y), e a volte una terza, intermedia, denominata “business” o con altri appellativi scelti dalla Compagnia. La classificazione è legata ai posti e al trattamento a bordo.

Le classi di prenotazione sono invece legate ai livelli tariffari e possono essere molto più numerose in rapporto alle scelte commerciali operate dalle singole compagnie, a loro volta sollecitate dalla concorrenza. Tariffe particolarmente convenienti sono spesso vincolate a regolamenti particolari che è bene conoscere al momento della prenotazione. Ad esempio, i posti a tariffa agevolata sono quasi sempre in numero limitato; possono essere usufruibili solo se si vola con la medesima compagnia sia all’andata che al ritorno; a volte non è consentito cambiare il volo o la data di ritorno a viaggio iniziato. Talvolta è prevista l’emissione del biglietto (e, quindi, il contestuale pagamento) entro 24/48 ore dalla prenotazione. Possono essere previsti limiti o esclusioni al rimborso in caso di rinuncia al viaggio. Le prestazioni accessorie offerte in volo (giornali, bevande, pasti, ecc.) sono incluse nel prezzo del biglietto, salvo vini e superalcolici, che sono di norma gratuiti solo sui voli intercontinentali.

Il Regolamento UE n. 2004/261/CE del 11/2/2004(in GU dell’UE del 17/2/2004, in vigore dal 17/2/2005)in materia di trasporto aereo, disciplina i casi di negato imbarco; cancellazione del volo; ritardo nella partenza.

Fermi restando, nel caso di viaggi “tutto compreso”, i diritti dei passeggeri stabiliti dalla Direttiva 90/314/CEE (recepita in Italia con D.Lgs. 111/95 ora sostituito dagli articoli da 82 a 100 del Codice del Consumo), tale regolamento si applica ai passeggeri di voli effettuati da vettori comunitari a condizione che almeno uno degli aeroporti di partenza e di arrivo sia situato nel territorio di uno Stato membro.

Per potersi avvalere dei diritti stabiliti dal Regolamento, il passeggero deve:

1) disporre di una prenotazione confermata o esservi stato trasferito da altro volo per il quale aveva una prenotazione confermata;

2) presentarsi all’accettazione (check-in) all’ora e secondo le modalità indicategli per iscritto, o, in mancanza, almeno 45 minuti prima dell’ora di partenza ufficiale. Ciò non è, tuttavia, necessario nel caso di cancellazione del volo.

Infine, il Regolamento non si applica ai passeggeri che viaggiano gratuitamente o ad una tariffa ridotta non accessibile al pubblico.

Tuttavia esso si applica ai passeggeri titolari di biglietti emessi nel quadro di un programma Frequent Flyer o di altri programmi commerciali dei vettori aerei o degli operatori turistici.

 

Cos’è l’overbooking.

Spesso si sente parlare di overbooking senza conoscerne esattamente la natura. L’ “overbooking” è un fenomeno legato ad una prassi internazionale diffusa tra le compagnie aeree: poiché, statisticamente, risulta che per ogni tipo di volo si verifica una certa percentuale di rinunce da parte della clientela, le compagnie aeree pongono in vendita un numero di prenotazioni e di biglietti superiore a quello dei posti realmente disponibili, nella misura corrispondente alla percentuale delle rinunce statisticamente rilevate.

Ciò consente alle compagnie di ripartire il costo del volo tra il maggior numero possibile di viaggiatori, evitando di fare lievitare il prezzo del singolo biglietto in previsione di probabili defezioni. Il sistema, però, proprio perché si basa su dati statistici, non sempre funziona alla perfezione. A volte, infatti, succede che le rinunce siano minori del previsto, e che, pertanto, ad uno o più passeggeri muniti di prenotazione e biglietto, venga negato l’imbarco a causa di un eccesso di prenotazioni.

Tale prassi, per quanto deprecabile, viene giustificata con la necessità di contenimento del costo del singolo biglietto, ed è espressamente legittimata, e disciplinata, dall’art. 4 del Regolamento UE 2004/261/CE.In virtù di tale normativa, in caso di overbooking, la compagnia aerea deve evitare, per quanto possibile, la scelta arbitraria dei passeggeri da escludere: a tal fine deve fare appello a eventuali volontari disposti a rinunciare spontaneamente alla prenotazione in cambio di “benefici” offerti dalla compagnia medesima. Chi accetta di rinunciare volontariamente alla prenotazione, oltre ai suddetti “benefici”, che rappresentano il “prezzo della rinuncia”, ha comunque diritto di scegliere una fra le seguenti opzioni (art. 8):

  1. a) rimborso entro 7 giorni del prezzo pieno del biglietto + volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale non appena possibile;
  2. b) imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale non appena possibile;
  3. c) imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale in data successiva di suo gradimento, a seconda della disponibilità dei posti.

Se, ciononostante, il problema non si risolve, la compagnia aerea può negare l’imbarco anche a passeggeri non consenzienti. In tal caso, al passeggero deve essere versato immediatamente un indennizzo (“compensazione pecuniaria”) a norma dell’art. 7:

  1. a) tratte fino a 1500 Km => Euro 250
  2. b) tratte intracomunitarie superiori a 1500 Km => Euro 400

altre tratte tra 1500 e 3500 Km => Euro 400

  1. c) tratte che non rientrano nei casi (a) e (b) => Euro 600

I suddetti indennizzi sono ridotti del 50% se viene offerto l’imbarco su volo alternativo con ritardo massimo, rispettivamente, di 2, 3 o 4 ore.

Oltre all’indennizzo immediato, il passeggero non consenziente a cui viene negato l’imbarco ha diritto di scegliere fra le opzioni indicate dall’art. 8 (come nel caso di rinuncia volontaria):

  1. a) rimborso entro 7 giorni del prezzo pieno del biglietto + volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale non appena possibile;
  2. b) imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale non appena possibile;
  3. c) imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale in data successiva di suo gradimento, a seconda della disponibilità dei posti.

Inoltre, ha diritto, a titolo gratuito, all’assistenza prevista dall’art. 9:

  • pasti e bevande in congrua relazione alla durata dell’attesa;
  • sistemazione in albergo qualora siano necessari uno o più pernottamenti, o qualora sia necessario un ulteriore soggiorno, oltre a quello previsto dal passeggero;
  • trasporto tra l’aeroporto e il luogo di sistemazione;
  • due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica.

 

Siamo spiacenti: il suo volo è stato cancellato..”..quante volte avete sentito pronunciare questa frase poco prima della partenza? Ecco cosa fare.

Nel caso in cui il volo venga cancellato, il passeggero può scegliere una tra le seguenti opzioni (art. 8):

  1. a) rimborso entro 7 giorni del prezzo pieno del biglietto + volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale non appena possibile;
  2. b) imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale non appena possibile;
  3. c) imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale in data successiva di suo gradimento, a seconda della disponibilità dei posti.

Inoltre, ha in ogni caso diritto, a titolo gratuito, a:

  • pasti e bevande in congrua relazione alla durata dell’attesa;
  • due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica.

Se poi il nuovo volo è previsto almeno un giorno dopo, il vettore deve anche fornire al passeggero, a titolo gratuito:

  • sistemazione in albergo;
  • trasporto tra l’aeroporto e il luogo di sistemazione.

Infine, il vettore deve corrispondere al passeggero una “compensazione pecuniaria” (cioè un indennizzo) ai sensi dell’art. 7 del Regolamento:

  1. c) tratte fino a 1500 Km => Euro 250
  2. d) tratte intracomunitarie superiori a 1500 Km => Euro 400 altre tratte tra 1500 e 3500 Km => Euro 400
  3. c) tratte che non rientrano nei casi (a) e (b) => Euro 600

Tuttavia, la compensazione pecuniaria non è dovuta nei seguenti casi:

  1. a) se la cancellazione è dovuta a circostanze eccezionali e inevitabili anche con l’adozione di tutte le misure del caso, oppure:
  2. b) se il passeggero è stato avvertito della cancellazione del volo:
  • almeno 2 settimane prima;
  • almeno 7 giorni prima, con offerta di un volo alternativo con orario di partenza non più di 2 ore prima di quello previsto e arrivo con ritardo inferiore a 4 ore;
  • meno di 7 giorni prima, con offerta di un volo alternativo con orario di partenza non più di 1 ora prima di quello previsto e arrivo con ritardo inferiore a 2 ore;

E’ sempre a carico del vettore l’onere della prova sulle cause di cancellazione, sulla loro inevitabilità e sulle informazioni date al passeggero.

 

E se il vostro volo parte ma con ritardo?

In caso di ritardo rispetto all’orario di partenza previsto, il vettore aereo operativo è tenuto a garantire ai passeggeri, a titolo gratuito:

  • pasti e bevande in congrua relazione alla durata dell’attesa;
  • due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica.

A tal fine, il ritardo che fa scattare il diritto di assistenza, è quello pari o superiore a:

  1. a) due ore (per tratte fino 1.500 km);
  2. b) tre ore (per tratte intracomunitarie superiori a 1 500 km e per tutte le altre tratte comprese tra 1 500 e 3 500 km;
  3. c) quattro ore (per tutte le altre tratte aeree che non rientrano nei casi di cui

alle lettere a) o b)).

Se il ritardo è di almeno cinque ore, ciascun passeggero ha diritto di scelta fra una delle seguenti opzioni:

  1. a) rimborso entro 7 giorni del prezzo pieno del biglietto + volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale non appena possibile;
  2. b) imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale non appena possibile;
  3. c) imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale in data successiva di suo gradimento, a seconda della disponibilità dei posti.

Se l’orario di partenza è rinviato di almeno un giorno, il vettore deve fornire al passeggero, a titolo gratuito:

  • sistemazione in albergo;
  • trasporto tra l’aeroporto e il luogo di sistemazione.

Se il volo in ritardo fa parte di un viaggio organizzato (c.d. “pacchetto tutto compreso”), restano fermi i diritti del passeggero nei confronti della compagnia aerea, ma in caso di inadempimenti e reclami, l’interlocutore a cui rivolgersi per ogni contestazione, richiesta di rimborsi o risarcimento danni, rimane il Tour Operator, che è sempre responsabile verso il viaggiatore, degli inadempimenti dei propri fornitori di servizi, compresi i vettori aerei (v. Pacchetti turistici: articoli da 82 a 100 Codice del Consumo).

 

Trolley, valigia, borsone.. avete caricato il vostro bagaglio senza pensare che ci sono delle “regole” anche per il suo viaggio? Ecco cosa dovete tenere sempre presente.

Il bagaglio può essere trasportato senza pagamento di supplemento fino a 20 kg per persona (30 kg. per la prima classe), ma deve essere registrato (“check-in”) e consegnato prima dell’imbarco.

Il “bagaglio a mano” di piccole dimensioni (borse 24 ore, ecc.) può essere portato con sé in cabina.

L’esigenza del check-in e dei controlli di sicurezza prevede un tempo limite di presentazione in aeroporto oltre il quale si rischia di perdere il volo. Tale limite varia da aeroporto a aeroporto, ma in genere non scende sotto i 40 minuti per i voli interni e può salire ai 120 minuti per i voli intercontinentali.

La necessità di consegnare il bagaglio (controllarne l’etichetta di destinazione all’atto del check-in!) comporta talora incresciosi disguidi nella riconsegna a destinazione.

E’ consigliabile non lasciare nelle valigie denaro, documenti, oggetti di valore.

Purtroppo un grosso motivo di disagi deriva spesso dallo smarrimento del bagaglio. A tal proposito bisogna distinguere tra voli nazionali e voli internazionali, e, inoltre, tra bagaglio registrato al check-in e bagaglio a mano.

Nei voli nazionali, lo smarrimento del bagaglio registrato dà diritto a un risarcimento fino a Euro 6,20 per Kg, fino a un massimo di Euro 222,08.

Per il bagaglio a mano è previsto un risarcimento fino a Euro1007,09 a persona

Nei voli internazionali lo smarrimento del bagaglio registrato dà diritto a un risarcimento di 17 DPS* (= Euro 24,00 circa) per Kg, mentre se è smarrito il bagaglio a mano, il risarcimento arriva a 332 DPS (circa Euro 461,00) a persona.

Nel caso di bagaglio a mano, sia sui voli nazionali che sui voli internazionali, il passeggero può ottenere il risarcimento solo dimostrando la responsabilità della compagnia aerea.

Se il bagaglio registrato contiene oggetti di valore superiore al risarcimento previsto, è possibile effettuare una “dichiarazione di maggior valore” al momento della registrazione, con pagamento di un supplemento: così facendo, in caso di smarrimento, sarà risarcito il danno corrispondente al valore dichiarato.

 

E se il danno non riguarda il bagaglio ma la persona? Cosa fare?

Se la compagnia aerea appartiene ad un paese UE, è responsabile per il risarcimento senza limiti massimi. Se la richiesta di risarcimento è inferiore a Euro 138.800,00 la compagnia non può contestare la richiesta; se è superiore, può contestarla solo dimostrando che il danno non gli è imputabile. Entro 15 gg. deve versare un acconto non inferiore a Euro 28.820,00.

Se invece si tratta di una compagnia non comunitaria che opera da/per l’UE, essa può non applicare il regolamento europeo, ma deve informarne preventivamente il passeggero, comunicandogli il regime seguito. In tal caso la responsabilità della compagnia è limitata a un risarcimento massimo di Euro 138.800,00 a passeggero.

Se il danno al passeggero si verifica nel trasporto dalla sala d’imbarco all’aereo, non è responsabile la compagnia aerea, ma il gestore dei servizi a terra.

 

La struttura presso cui avete prenotato il vostro soggiorno è un albergo? Ecco qualche informazione sul contratto d’albergo.

Il contratti di albergo è  l’accordo con cui il titolare di una struttura ricettiva si obbliga a fornire al cliente, verso il corrispettivo del prezzo, il servizio di alloggio in un’unità abitativa arredata, oltre a servizi accessori, alcuni necessari e altri eventuali.

In Italia il contratto d’albergo non è regolato dalla legge, che si limita a disciplinare le responsabilità dell’albergatore in relazione al deposito di cose portate o consegnate in albergo. (artt. da 1783 a 1785 del Codice Civile). Per il resto valgono le norme generali sulle obbligazioni e sui contratti.

I principi e le regole relative al contratto di albergo si applicano a tutte le strutture ricettive, indipendentemente dalla terminologia usata per i vari tipi di struttura (hotel, villaggio turistico, motel, campeggio, rifugio alpino, affittacamere, bed & breakfast, beauty farm, ecc.).

Ogni qualvolta si effettua una prenotazione, si perfeziona un accordo in base al quale l’albergatore si obbliga a tenere a disposizione del cliente un alloggio e a predisporre le prestazioni collegate. A seconda che sia oppure no accompagnata dal versamento di una somma, la prenotazione assume contenuti e conseguenze diverse. Vediamo quali.

  1. a) Prenotazione “semplice”.

A volte, per prenotare una stanza in albergo, è sufficiente telefonare, concordare servizi e prezzo, e fornire un nome (ed eventualmente un numero di telefono).

Questa forma di prenotazione, tutta verbale, e che non mette neppure l’albergatore in condizione di rintracciarvi, genera obblighi solo in capo all’albergatore, il quale rimane obbligato a concludere il contratto definitivo. Il viaggiatore, viceversa, rimane libero di avvalersi o meno della prenotazione effettuata.

Naturalmente, inutile precisarvi che è un dovere di correttezza avvertire in caso di rinuncia o impedimento: pensate alla delusione che avreste voi nel caso in cui al momento dell’arrivo vi comunicassero che è già stato tutto assegnato..!

Inoltre, al fine di conservare traccia documentale degli accordi presi è consigliabile confermare con l’invio di un fax il contenuto di tali accordi (data di arrivo e partenza, prezzo, eventuali servizi accessori, ecc.). Ciò anche se l’albergatore non lo richieda espressamente. Il ricevimento di quel fax darà maggiore tranquillità sia all’albergatore (che sarà indotto a dare maggiore credibilità alla prenotazione scritta), sia al viaggiatore (che avrà una “prova” del proprio diritto). In mancanza di documentazione scritta, se quando arriviamo in albergo tutte le camere sono già assegnate ad altri, non c’è rimedio..

  1. b) Prenotazione come “conclusione del contratto”.

Se, invece, agli accordi verbali, l’albergatore chiede di fare seguire l’invio di una somma, comunque denominata (acconto, caparra, deposito) allora significa che l’impegno deve intendersi a carico di entrambe le parti. In questo caso l’obbligo al risarcimento del danno sorge sia per l’inadempimento dell’albergatore (mancata disponibilità della camera), sia per l’inadempimento del cliente (mancata presentazione in albergo).

In generale, un contratto si perfeziona quando chi ha fatto la proposta viene a conoscenza dell’accettazione dell’altra parte (art. 1326 Cod. Civ.). Ora, la gestione alberghiera, per il fatto in sé di essere esercitata, si traduce in una costante offerta di contratto rivolta al pubblico. La prenotazione in questa seconda forma (con obbligo anche a carico del cliente) rappresenta l’accettazione dell’offerta dell’albergatore. Essa determina, quindi, non un semplice accordo preliminare, ma la vera e propria conclusione del contratto d’albergo.

Una volta effettuata validamente la prenotazione, l’albergatore è tenuto a conservare la disponibilità dell’alloggio. In mancanza, si verifica, a suo carico, una responsabilità per inadempimento, con conseguente obbligo al risarcimento del danno, secondo le regole sulle obbligazioni in generale.

La forma più comoda di risarcimento, e più utile anche per il cliente, è quella “in forma specifica”: l’albergatore inadempiente dovrà adoperarsi per procurare al cliente una sistemazione alternativa, nello stesso luogo e di pari livello. Se ciò risulta impossibile, l’albergatore è obbligato ad un risarcimento pecuniario, da quantificare caso per caso.

Se la prenotazione è stata accompagnata dal versamento di una somma di denaro, comunque denominata, si deve ritenere che il contratto si sia perfezionato, con obbligazioni anche a carico del cliente.

In particolare, l’obbligazione che il cliente ha assunto, è quella di presentarsi in albergo e usufruire dei servizi prenotati. In mancanza, sarà tenuto a risarcire il danno all’albergatore. Tale danno andrà quantificato in riferimento al mancato guadagno corrispondente al prezzo delle camere prenotate e non rassegnate, detratto il prezzo dei servizi accessori non usufruiti.

Il primo obbligo dell’albergatore è quello di contrarre con chiunque ne faccia richiesta, con esclusione di ogni comportamento discriminatorio. Il rifiuto è legittimo solo nel caso di mancanza di alloggi disponibili e nel caso di mancanza, da parte del cliente, di documenti idonei all’identificazione. L’albergatore, infatti, ha l’obbligo di conservare una scheda riportante le generalità del cliente e di trasmetterne copia all’Autorità di Pubblica Sicurezza (art. 109 T.U. delle leggi di p.s.)

Una volta concluso il contratto, l’albergatore ha l’obbligo di fornire al cliente un’unità abitativa arredata, l’utilizzo degli spazi comuni e tutti i servizi a cui si è obbligato mediante cataloghi, opuscoli o accordi specifici.

Servizi obbligatori sono la pulizia e il riassetto dell’alloggio.

Per quanto riguarda i prezzi, l’albergatore ha l’obbligo di comunicare alla Regione le tariffe minime e massime riferite alla stagione successiva e di esporre tali tariffe all’interno della struttura in modo visibile. Non sussiste più, invece, l’obbligo di esporre i prezzi all’interno di ciascuna camera, salvo specifiche previsioni di singole leggi regionali.

Il cliente ha l’obbligo di pagare il corrispettivo; di rilasciare i locali occupati nel termine stabilito; di utilizzare la struttura con diligenza nel rispetto dei regolamenti interni.

Per quanto riguarda il pagamento, va ricordato che per i crediti verso i clienti, l’albergatore gode di un privilegio sulle cose portate in albergo, sulle quali può esercitare un diritto di ritenzione anche in pregiudizio di eventuali diritti vantati da terzi. Tele credito, tuttavia, si prescrive con il decorso di sei mesi (art. 2954 c.c.).

L’albergatore ha inoltre l’obbligo di garantire la sorveglianza, l’igiene, la sanità e la sicurezza dei luoghi ove si svolge il servizio nel rispetto delle normative vigenti. L’integrità e la sicurezza del cliente devono, tuttavia, essere garantite anche al di là del rispetto formale delle norme. Si ritiene, ad esempio responsabile l’albergatore per i danni subiti dal cliente a causa dell’illuminazione non funzionante e della mancanza di punti di appoggio lungo le scale; o per i danni causati da un pavimento sconnesso; o, ancora, per i danni subiti dal cliente scivolato nel vano doccia privo di box, maniglie e tappetini antisdrucciolo. L’albergatore è esonerato, totalmente o parzialmente, da tale responsabilità se l’evento dannoso è causato dalla condotta negligente del cliente o se tale negligenza vi ha concorso.

Nel caso di deterioramento, distruzione o sottrazione di cose depositate in albergo, l’albergatore è responsabile, ed è obbligato al risarcimento del danno. Il cliente deve denunciare il fatto all’albergatore senza ritardo.

 La responsabilità dell’albergatore per le cose depositate in albergo è disciplinata dagli artt. 1783 e seguenti del Codice Civile. Il concetto di deposito comprende sia le cose semplicemente “portate in albergo” dal cliente, sia le cose personalmente “consegnate” all’albergatore o a un suo incaricato. Le due ipotesi, però, hanno conseguenze diverse sul piano della responsabilità.

Nel caso di cose “portate” (e non “consegnate”) vi è una responsabilità “oggettiva” (cioè, non sarà necessario provare la colpa dell’albergatore) ma limitata (il risarcimento non può essere superiore a cento volte il prezzo giornaliero dell’alloggio). Il cliente dovrà comunque provare l’esistenza del contratto di albergo, l’evento dannoso, la sua realizzazione nei locali dell’albergo e l’entità del danno.

La responsabilità dell’albergatore copre il periodo di durata del contratto di albergo e, in più, un periodo di tempo ragionevole precedente o successivo a quello in cui il cliente dispone dell’alloggio (ad esempio se i bagagli sono stati inviati separatamente il giorno prima dell’arrivo; o se il bagaglio viene lasciato in albergo per qualche ora dopo avere rilasciato l’alloggio).

La responsabilità dell’albergatore vale per le cose che si trovano nei locali dell’albergo o nelle sue pertinenze, nonché fuori dall’albergo per le cose di cui l’albergatore o un suo incaricato assumono la custodia (ad esempio durante il trasporto dal luogo di arrivo all’albergo se il trasporto è organizzato dall’albergatore).

La responsabilità dell’albergatore per le cose “portate”, che di regola è oggettiva e limitata, diventa soggettiva e illimitata se è possibile provarne la colpa (negligenza o imperizia), come nel caso di porte lasciate aperte, chiavi delle stanze lasciate senza sorveglianza, ecc. In questi casi, l’albergatore è tenuto al risarcimento del danno senza limiti di valore.

Per il deterioramento, la distruzione o la sottrazione di cose consegnate, a fini di custodia, direttamente all’albergatore o a un suo incaricato, la responsabilità è illimitata (art. 1784 c.c.). In tal caso non esiste, quindi, alcun limite massimo al risarcimento. Se richiesto dal cliente, l’albergatore ha l’obbligo di prendere in custodia il denaro contante, le carte-valori (assegni, carte di credito, ecc.) e gli oggetti di valore. Egli può soltanto esigere che la cosa consegnata sia contenuta in un involucro chiuso e sigillato. Se rifiuta la custodia di cose che è obbligato a ricevere, ne risponde comunque illimitatamente. L’albergatore, tuttavia, può legittimamente rifiutare di prendere in consegna cose eccessivamente ingombranti o di valore eccessivo in rapporto alle condizioni dell’albergo.

Spetta al cliente l’onere di provare l’avvenuta consegna. E’ pertanto consigliabile richiedere il rilascio di ricevuta che permetta di identificare i beni consegnati in custodia (gli albergatori più attenti e corretti la rilasceranno spontaneamente).

Nel caso di cose collocate in cassette di sicurezza messe a disposizione del cliente con una sua chiave esclusiva, si rientra nell’ipotesi di cose “portate in albergo” (e non “consegnate”): la responsabilità dell’albergatore sarà, perciò, limitata. Se, però, l’albergatore conserva una seconda chiave della cassetta, allora la cosa si considera consegnata in custodia, con responsabilità illimitata.

La responsabilità dell’albergatore non si estende ai veicoli depositati nelle pertinenze dell’albergo.

Per fare scattare la responsabilità dell’albergatore occorre che vi sia stato un separato accordo di custodia del mezzo. A tal fine non è sufficiente il semplice parcheggio del veicolo in un area di pertinenza dell’albergo e nemmeno nel garage: occorre che vi sia stata la consegna delle chiavi e/o che il parcheggio sia a pagamento.

L’art. 1786 c.c. estende l’applicazione delle norme sul deposito in albergo a tutte le strutture in qualche modo assimilabili, come ad esempio: case di cura, stabilimenti balneari, luoghi di pubblico spettacolo, pensioni, trattorie, carrozze letto e simili.

VIETATO PARLARE DI MULTIPROPRIETA’..MA COSA SONO? COME ORIENTARSI IN QUESTO MERCATO?

In materia di multiproprietà, la Direttiva 94/47/CE ha trovato recepimento in Italia con il Decreto Legislativo 9/11/1998 n. 427 il cui contenuto è stato successivamente trasferito negli articoli da 69 a 81 del Codice del Consumo.

Fra le novità più significative introdotte vi è il divieto di denominare “multiproprietà” l’acquisto di un diritto di godimento a tempo parziale che non sia accompagnato dal trasferimento di un diritto reale sull’immobile.

Vengono disciplinati:

  • il diritto di informazione e i requisiti del contratto;
  • il diritto di recesso senza penalità entro 10 giorni dalla stipula (che diventano 3 mesi se il contratto non contiene una delle informazioni obbligatorie; 3 mesi + 10 giorni se le informazioni non vengono comunicate neppure in seguito);
  • il divieto di acconti, anticipi e caparra fino alla scadenza dei termini per il recesso;
  • l’obbligo di fidejussione a carico del venditore a garanzia dell’ultimazione dei lavori di costruzione;
  • la risoluzione di diritto del contratto di finanziamento nel caso di esercizio del diritto di recesso;
  • la competenza territoriale inderogabile del giudice del luogo di residenza del consumatore;
  • l’inderogabilità dei diritti riconosciuti all’acquirente, anche nel caso di applicabilità di legge straniera;
  • un sistema sanzionatorio a carico del venditore che contravvenga agli obblighi derivanti dal decreto.

Il mercato della multiproprietà rimane, tuttavia, una nebulosa in cui è difficile orientarsi: spesso la società venditrice è collegata a diversi altri soggetti fra i quali diventa difficile individuare i confini di responsabilità: un ente gestore, un ente per il circuito degli scambi; un ente di riferimento per i rapporti di titolarità dei diritti acquistati; un ente finanziatore per la concessione del credito.

Si aggiunga che spesso parte di tali soggetti hanno sede in stati esteri (Isole Vergini; Stati centroamericani, etc).

Lo stesso divieto di utilizzo dell’espressione “multiproprietà” in assenza della costituzione di un diritto reale, ha avuto come conseguenza il proliferare di ingegnosi ma assolutamente oscuri sistemi di “certificati di titolarità”, “acquisto di punti” e simili.

Il tutto ha contribuito a formare un quadro di scarsa credibilità del mercato nel suo insieme, il cui sviluppo appare largamente al di sotto delle aspettative.

Se nel contratto che ci viene sottoposto per la sottoscrizione si usa il termine “multiproprietà”, deve essere previsto, a nostro favore, il trasferimento di un “diritto reale” (con trascrizione nei registri immobiliari, intervento del notaio, ecc.). Se così non è, non si tratta di una vera multiproprietà, ma solo dell’acquisto di un diritto d’uso, una sorta di locazione a cui viene dato un nome diverso per trarci in inganno.

Indipendentemente dal luogo e dalle modalità di conclusione del contratto, entro 10 giorni lavorativi dalla sottoscrizione del contratto è possibile recedere senza necessità di indicare i motivi (cosiddetto “diritto di ripensamento”).

In caso di recesso, non è dovuta alcuna penale: al venditore è dovuto solo il rimborso delle spese documentate che si sono rese necessarie per la conclusione del contratto (e solo se ne è fatta espressa menzione nel contratto e solo se si tratta di spese non rinviabili a dopo la scadenza del termine per il recesso).

Qualunque clausola che preveda il pagamento di penali o il rimborso di spese in misura forfettaria è illegittima e si considera come non apposta.

Il diritto di recesso si esercita con raccomandata con avviso di ritorno da inviare al venditore, o al diverso soggetto eventualmente indicato a tal fine nel testo del contratto sottoscritto.

Nel caso in cui il termine di 10 giorni lavorativi stia per scadere, è possibile inviare un telegramma o un fax entro il termine, facendolo poi seguire dalla raccomandata a/r, da spedire entro le successive 48 ore.

Il contratto deve contenere tutte le corrette informazioni sul diritto di recesso (esistenza del diritto, suo contenuto, termini e modalità del suo esercizio, soggetto al quale inviare la raccomandata a/r).

Se il contratto non contiene la corretta informazione sul diritto di recesso, e l’informazione viene data separatamente entro i 3 mesi successivi, il termine di 10 giorni decorre dalla data di ricevimento della corretta informazione.

Se l’informazione sul diritto di recesso non viene comunicata neppure successivamente

alla conclusione del contratto, il diritto di recesso può essere esercitato entro il termine di 3 mesi, e al venditore non è dovuto alcun rimborso.

In tal caso il recesso è consentito anche entro i 10 giorni successivi alla scadenza dei tre mesi, ma in tal caso bisognerà corrispondere al venditore le spese documentate menzionate nel contratto (e sempre che si tratti di spese non rinviabili).

Il venditore non può esigere né accettare alcuna somma a titolo di anticipo, acconto o caparra prima che sia scaduto il termine per l’esercizio del diritto di recesso.

Pertanto, nessuna somma è dovuta all’atto della firma. Qualunque richiesta in tal senso è illegittima e deve farci dubitare della serietà del venditore e della bontà dell’affare.

Se oggetto del contratto è un immobile non è ancora ultimato, il venditore è tenuto a fornire fideiussione bancaria o assicurativa a garanzia dell’ultimazione dei lavori.

Identica garanzia il venditore deve fornire se non si tratta di una società di capitali, se ha capitale sociale inferiore a Euro 5.164.569 e se non ha sede legale e sedi secondarie in Italia.

La fideiussione non deve prevedere un obbligo di preventiva escussione del venditore da parte dell’acquirente.

Inoltre, nei casi in cui la fideiussione è obbligatoria, di essa deve farsi menzione nel contratto. In mancanza il contratto è nullo.

A volte l’acquisto è accompagnato da un contratto di finanziamento.

Se tale finanziamento è avvenuto sulla base di accordi commerciali tra il venditore e il soggetto finanziatore (banca o, più spesso, società finanziaria), il contratto di concessione del credito si risolve di diritto (e senza che sia dovuta alcuna penale) come conseguenza automatica dell’esercizio del diritto di recesso.

Chi ha esercitato correttamente il diritto di recesso, può quindi legittimamente interrompere il pagamento delle rate alla finanziaria senza che questa possa richiedere alcunché.

In questo caso, anche se non è obbligatorio, è però consigliabile inviare alla finanziaria,

per conoscenza, copia delle raccomandata di recesso inviata al venditore.

Sono abusive, e da considerare nulle, le eventuali clausole del contratto che prevedano:

  • una rinuncia dell’acquirente ai diritti previsti dagli articoli da 69 a 81 del Codice del Consumo (ad esempio, rinuncia al diritto di recesso);
  • limitazioni alla responsabilità previste a carico del venditore;
  • in caso di controversie, la competenza territoriale di un giudice diverso da quello del luogo in cui risiede l’acquirente.

 

 

IN VIAGGIO CON I I NOSTRI AMICI..ANIMALI

Un consiglio generale per chi desidera o abbia la necessità di viaggiare insieme al proprio animale domestico, è quello di informarsi prima, sia in ordine al mezzo di trasporto e al gestore scelto, sia in merito alle normative vigenti nel paese estero nel quale eventualmente intendiamo recarci. Questo perché la normativa sanitaria è molto variabile da un paese all’altro, mentre le regole sui mezzi di trasporto sono spesso rimesse all’autoregolamentazione degli operatori (compagnie aeree e di navigazione, aziende di trasporto urbano, società ferroviarie, ecc.).

Per quanto riguarda l’estero, fonte di informazione ufficiale e certa è il Consolato in Italia del paese di destinazione. Le stesse informazioni possiamo ricavarle in agenzia di viaggi, ma, a meno che non ci vengano comunicate per iscritto, sarà poi difficile fare valere la responsabilità dell’agenzia stessa nel caso di informazioni sbagliate che abbiano causato problemi.

In attuazione del Regolamento UE 998/2003, da luglio 2004 (e dopo una fase transitoria terminata il 1 ottobre 2004) nel caso di spostamenti tra stati membri dell’Unione Europea, è obbligatorio munire i nostri amici animali (cani, gatti, furetti) di un apposito passaporto. Il documento, rilasciato dai servizi veterinari del servizio sanitario nazionale, indica il numero di tatuaggio (o del microchip) dell’animale, attesta l’effettuazione della vaccinazione antirabbica e di altre vaccinazioni, contiene la descrizione dettagliata dell’animale e i dati identificativi ed un recapito del proprietario.

Inoltre, gatti e furetti devono essere identificati con un microchip sottocutaneo, che consenta di risalire alle generalità del proprietario.

Per i cani, in alternativa al microchip, e per un periodo transitorio di otto anni, è ancora consentito l’uso del tatuaggio.

Per altri animali (invertebrati, pesci tropicali, anfibi, rettili, uccelli, roditori, conigli domestici, ecc.) è richiesta solo una certificazione.

Il nuovo documento è valido per tutti i paesi europei, ad eccezione di Regno Unito, Irlanda e Svezia, i quali, per l’ingresso di un animale sul proprio territorio, richiedono l’esecuzione di un ulteriore test sanitario per verificare la presenza di alcuni anticorpi specifici (come per l’ingresso da paesi non comunitari).

Per accedere con un cane o altro animale domestico in un paese straniero non comunitario è necessario, oltre che verificare i regolamenti per il trasporto di compagnie aeree, marittime o ferroviarie, rivolgersi al Consolato della nazione dove si intende andare per avere informazioni sugli obblighi sanitari richiesti: vaccinazioni, certificati o altri documenti sanitari ed eventuale quarantena.

Tali incombenze variano infatti da stato a stato, in alcuni stati (Sud Africa, Hong Kong, Australia, Cuba ed altri) è previsto un periodo di quarantena che può addirittura raggiungere i sei mesi.

Se per entrare in alcuni stati le procedura sono difficoltose e complicate, ve ne sono tuttavia altri, come le Azzorre e la Groenlandia, dove l’accesso agli animali è assolutamente vietato.

E’ in ogni caso consigliabile portare sempre con sé il libretto sanitario rilasciato dal proprio veterinario di fiducia sul quale siano registrate tutte le vaccinazioni effettuate al cane o gatto.

Inoltre, per l’espatrio, o meglio per entrare in alcuni paesi dell’Europa non comunitaria, degli Stati Uniti o Canada, viene richiesto per il cane o per il gatto un certificato di buona salute internazionale, che viene rilasciato da un veterinario ufficialmente autorizzato (DM 10/4/69) o da un veterinario della ASL di competenza della zona di residenza.

In macchina, in treno, in aereo.. i tuoi amici possono viaggiare con te ma seguendo alcune regole specifiche! Ecco quali!

L’art. 169 del Codice della Strada impone il divieto di trasportare animali domestici in tutti i casi in cui gli stessi possano costituire impedimento o pericolo per la guida. E’ consentito il trasporto di soli animali domestici, anche più di uno, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo.

L’art. 170 prevede la possibilità di trasportare animali domestici anche su motocicli e ciclomotori, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore.

Con la nuova patente a punti è prevista l’eliminazione di un punto in caso di violazione delle regole sul trasporto di animali.

Ogni compagnia aerea adotta proprie regole. E’ quindi opportuno contattarla per tempo in tutti i casi in cui si decida di caricare a bordo un animale.

In ogni caso, molto dipende dal peso dell’animale: di solito, nel caso di cani o gatti del peso inferiore ai dieci chili, questi possono viaggiare, all’interno di apposite gabbiette, insieme al padrone; i cani invece di media o grossa taglia sono costretti a viaggiare nella stiva pressurizzata, anche in questo caso in apposite gabbie (in alcuni casi fornite direttamente dalle compagnie aeree).

Alcune compagnie forniscono inoltre assistenza agli animali durante il volo ed in molti aeroporti sono previsti centri di assistenza e ristoro per gli animali.

Normalmente il prezzo del biglietto è ridotto rispetto a quello ordinario; i cani guida per i non vedenti viaggiano sempre gratuitamente.

I cani guida per non vedenti possono viaggiare gratuitamente su qualunque tipo di treno. Per gli altri animali, le regole variano.

Sui treni Eurostar possono viaggiare, in prima e seconda classe, solamente piccoli animali purché siano chiusi in apposite gabbiette o contenitori di dimensioni non superiori a cm 32x32x50 e collocati negli appositi spazi. Il trasporto è gratuito.

Su tutti gli altri treni sono ammessi gratuitamente i piccoli animali custoditi in contenitori non superiori a cm. 70x50x30.

I cani di piccola taglia possono viaggiare in grembo al passeggero, mentre per i cani di grossa taglia occorre distinguere: nelle vetture a compartimenti sono ammessi purché lo consentano gli altri passeggeri; nelle vetture a unico ambiente devono viaggiare sotto la diretta sorveglianza del proprietario, utilizzando le piattaforme o il vestibolo delle carrozze e delle automotrici. In entrambi i casi occorre pagare un biglietto a tariffa ordinaria di 2ª classe scontata del 50%.

Nelle cuccette sono ammessi solo i cani guida per non vedenti in compartimenti in uso esclusivo (trasporto gratuito).

Infine, nelle vetture letto sono ammessi cani e altri animali di piccola taglia nel compartimento occupato per intero pagando il prezzo fisso di Euro 50,00 comprensivo dell’importo per la disinfestazione.

La quasi totalità delle compagnie marittime consente il trasporto di animali a bordo. Alcune imbarcazioni sono munite di apposite gabbie, all’interno delle quali, ove richiesto, chiudere il proprio animale.

In ogni caso è necessario presentare il certificato di buona salute.

Sulle navi da crociera, invece, non sempre sono ammessi i cani di media e grossa taglia, mentre per quelli piccoli è permesso viaggiare in cabina con i proprietari (purché in cabina non vi alloggino altre persone) e circolare liberamente sul ponte, ovviamente tenuti al guinzaglio.

I cani guida per i non vedenti viaggiano gratuitamente su qualsiasi tipo di nave.

Non vi sono regole generali che disciplinino il trasporto di animali in taxi; per ora è a discrezione del conducente ammettere o no l’animale a bordo, in ogni caso non sarà necessario il pagamento di un sovraprezzo.

Sui mezzi pubblici urbani, i regolamenti variano da un comune all’altro ed è anche a discrezione del singolo comune richiedere il pagamento del biglietto.

In ogni caso i cani di media e grossa taglia dovranno essere tenuti al guinzaglio e muniti di museruola

DECALOGO DEL TURISTA INFORMATO. TUTTO CIO’ CHE E’ UTILE SAPERE PER NON FARSI ROVINARE LA VACANZA.

In caso di vacanze “tutto compreso”/ pacchetto turistico.

  • Confronta i prezzi, ma anche i servizi.
  • Leggi il contratto e conserva una copia.
  • Il catalogo è parte integrante del contratto.
  • Disservizi? Contestali sul posto: il rappresentante locale del tour operator può aiutarti a risolvere il problema.
  • Se il problema rimane, procurati prove (foto e testimonianze): puoi contestare l’inadempimento entro 10 gg. lavorativi dopo il rientro.

 

Se per il tuo viaggio hai scelto di utilizzare il trasporto aereo.

  • Prezzi scontati: stessa sicurezza ma meno servizi. Informati e scegli consapevolmente!
  • Negato imbarco (“overbooking”) e cancellazione del volo: indennizzo immediato (da 250 a 600 Euro a secondo del tipo di volo) e assistenza (telefonata o fax, pasti e alloggio) durante l’attesa di un nuovo imbarco.
  • Bagagli smarriti: rivolgiti all’apposito ufficio (“lost and found”) presso l’aeroporto.
  • Bagagli perduti: risarcimento entro limiti predeterminati.
  • Bagagli di valore: dichiarali al check-in con un supplemento, il valore dichiarato sarà assicurato.

 

Attento a quella che ti viene definita: multiproprietà.

  • Prima di firmare, esamina o fai esaminare il contratto da un esperto di fiducia. Se il venditore non ti dà questa possibilità sostenendo che non vi sia tempo, meglio non firmare.
  • Diritto di recesso entro 10 giorni dalla firma senza penale: verifica la data sul contratto prima di firmare.
  • Acconti e caparra: non versare nulla all’atto della firma, e comunque non prima della scadenza del termine per il recesso.

RICORDATI SEMPRE CHE:

  • La revisione del prezzo di vendita del pacchetto è ammessa soltanto quando sia stata espressamente prevista dal contratto, e non può in ogni caso essere superiore al 10% del prezzo originario. Se l’aumento è superiore, l’acquirente può recedere dal contratto, previo rimborso delle somme già versate. Aumenti di prezzo non sono comunque consentiti nei 20 giorni che precedono la partenza.
  • Le modifiche agli elementi del contratto devono essere comunicate in forma scritta al consumatore, indicando il tipo di modifica e la variazione del prezzo che ne consegue. Se non accetta le modifiche, il cliente può recedere dal contratto senza pagare alcuna penale. Il turista deve comunicare la propria scelta all’organizzatore o al venditore entro due giorni lavorativi dal momento in cui ha ricevuto l’avviso.
  • Segnalate subito. Se giunti a destinazione si riscontra che una parte essenziale dei servizi previsti dal contratto non può essere effettuata, è necessario segnalare subito le mancanze all’organizzatore del viaggio, al suo rappresentante locale o all’accompagnatore, poiché questi hanno l’obbligo di predisporre adeguate soluzioni alternative per la prosecuzione del viaggio, non comportanti oneri di qualsiasi tipo a carico del consumatore, oppure rimborsare quest’ultimo nei limiti della differenza tra le prestazioni originariamente previste e quelle effettuate, salvo il risarcimento del danno.
  • Rientro anticipato. Se non è possibile alcuna soluzione alternativa o il turista non l’accetta per un giustificato motivo, l’organizzatore gli deve mettere a disposizione un mezzo di trasporto per il ritorno al luogo di partenza o ad altro luogo convenuto, e gli deve restituire la differenza tra il costo delle prestazioni previste e quello delle prestazioni effettuate fino al momento del rientro anticipato.
  • Quando il cliente recede nei casi sopra descritti o in caso di annullamento del pacchetto turistico per qualsiasi motivo,tranne che per colpa del consumatore, questi ha diritto di usufruire di un altro pacchetto di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo, o di un pacchetto di qualità inferiore previa restituzione della differenza di prezzo, oppure gli è rimborsata, entro sette giorni lavorativi dal momento del recesso o della cancellazione, la somma di danaro già corrisposta.
  • In ogni caso il consumatore ha diritto al risarcimento di ogni ulteriore danno dipendente dalla mancata esecuzione del contratto, salvo che la cancellazione dipenda da causa di forza maggiore o dal mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti richiesto, sempre che il consumatore sia stato informato in forma scritta almeno venti giorni prima della data prevista per la partenza.

E se le vacanze vanno male lo stesso? Ecco come far valere i propri diritti:

  • Inoltrate reclamo alle agenzie ed ai tour operator direttamente sul posto, chiedendo soluzioni alternative.
  • Conservate tutta la documentazione del torto subito (molto utili le fotografie ed i filmini fatti, scontrini per spese varie).
  • Il catalogo vale per dimostrare le promesse non mantenute.
  • In caso di mancato o inesatto adempimento, ossia se durante le vacanze si sono riscontrate inadempienze, i consumatori possono richiedere, ai sensi dell’art. 98 del Codice del Consumo (D.lgs. n. 206 del 6/09/2005), il risarcimento dei danni subiti inviando all’organizzatore del viaggio o al venditore una raccomandata a/r entro e non oltre 10 giorni lavorativi dal rientro (conservate la ricevuta di ritorno). L’organizzatore del viaggio o il venditore sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilità.
  • Meglio se questa raccomandata la fate scrivere direttamente da un’associazione di consumatori o da un avvocato, vi daranno più retta. Spesso al consumatore non rispondono nemmeno o lo fanno con una lettera standard uguale per tutti in cui si respinge la richiesta di rimborso, in modo da scoraggiare il consumatore nella sua giusta pretesa.
  • Se scrivete da soli la raccomandata, aspettate a quantificare il danno richiesto e riservatevi tale valutazione in un secondo tempo.
  • Non rinunciate all’azione legale! Se non si ottiene soddisfazione si può chiedere al Giudice il risarcimento del danno subito sia patrimoniale (il rimborso dei costi sostenuti per servizi non resi), sia morale, il cosiddetto “danno da vacanza-rovinata“, per non aver potuto godere della tranquillità che sarebbe stato lecito attendersi da una vacanza. L’azione si prescrive in un anno, salvo che per i danni alla persona (tre anni).
  • Fino al vecchio milione di lire (516,46 euro) potete stare in giudizio personalmente, senza nemmeno l’assistenza di un avvocato innanzi al Giudice di Pace.

ECCO COME RISPARMIARE FINO AL 30% SUL COSTO DELLE PROSSIME VACANZE ESTIVE. I CONSIGLI PER LIMITARE LE SPESE.

1) PREVENTIVI: la prima regola quando si sceglie di rivolgersi ad un’agenzia di viaggi per acquistare un pacchetto, è quella di confrontare il maggior numero possibile di offerte in diverse agenzie, in modo da poter rintracciare quella più conveniente.

2) FAI DA TE: è bene provare anche ad organizzare il viaggio senza l’intermediazione dell’agenzia, utilizzando internet che consente sia di conoscere numeri telefonici, indirizzi e prezzi degli alberghi anche all’estero, sia di prenotare on line i biglietti aerei.

3) LAST MINUTE: se si è fortunati e pronti a partire in qualsiasi momento i last minute possono rappresentare una valida occasione di risparmio.

4) BIGLIETTI AEREI: alcune compagnie, invece, offrono forti sconti sui biglietti qualora li si acquisti con grande anticipo. Se avete già scelto la vostra meta, quindi, è bene controllare i siti delle compagnie aeree, per trovare offerte convenienti con prezzi inferiori anche fino all’80% rispetto ai prezzi normali di listino.

5) TRENI: Treno e non aereo. Nel caso di tratte brevi, non sempre l’aereo è più veloce del treno. Se si considera, infatti, che gli aeroporti, a differenza delle stazioni ferroviarie, sono collocati fuori dalle città e che quindi per raggiungere il centro spesso ci vuole anche un’ ora e che altrettanto se ne va ogni volta per il check-in, ecco che il treno può essere più conveniente non solo in termini economici.

6) BENZINA: se si viaggia in auto è bene mettere in atto tutte quelle misure che consentono di risparmiare carburante (non caricare l’auto con pesi inutili, gonfiare le gomme in modo corretto, spegnere il climatizzatore, non tirare le marce, accelerare senza strappi, cercare di viaggiare a velocità costante, etc.); meglio scegliere il tragitto più corto anche se meno panoramico.

7) AUTOGRILL: durante il viaggio in auto meglio portarsi snack e bibite da casa, e un thermos con il caffè, così da evitare la spesa alimentare presso gli autogrill, dove biscotti, patatine, bevande, ecc. hanno prezzi più elevati anche del 50% rispetto ai supermercati dove ci riforniamo abitualmente.

8) ALBERGHI: meglio accertarsi prima della qualità e delle tariffe degli alberghi, prediligendo quelli che offrono il maggior numero possibile di informazioni; preferite il regime di bed & breakfast alla pensione completa, in quanto vi consentirà di poter scegliere sul luogo di villeggiatura dove pranzare e cenare a prezzi migliori.

9) PASTI: meglio acquistare al supermercato snack e bevande e portarli con noi in uno zaino quando ci spostiamo nel luogo di villeggiatura. Eviteremo così di fare acquisti a ripetizione nei bar o piccoli alimentari e risparmieremo fino al 20% sul prezzo di bibite e snack.

10) CENE: quando si va a cena fuori in vacanza, è bene – prima di entrare in un ristorante o in pizzeria – accertarsi dei prezzi praticati, in genere affissi fuori dai locali, così da evitare brutte sorprese e scegliere non solo il ristorante le cui portate ci attirano di più, ma anche chi pratica prezzi più vantaggiosi…

11) SPIAGGE: abbandonare gli stabilimenti divenuti oramai costosissimi e dirigersi verso le spiagge libere, portandosi da casa asciugamano e ombrellone. Così si risparmieranno fino a 20 euro al giorno tra ingresso, lettini, sdraio e ombrelloni.

Tutte queste misure, se applicate con rigore, consentiranno un risparmio fino al 30% sul costo totale della vacanza.

SE LA VACANZA NON VUOI CHE SIA SOLO VACANZA..CONSIGLI UTILI PER I GIOVANI.

VACANZE STUDIO (ERASMUS):

1) controllate che gli esami sostenuti nelle università straniere siano poi riconosciuti in Italia

Inoltre:

  • Richiedete come e quando viene erogata la borsa di mobilità Erasmus;
  • Fatevi rilasciare la copia del contratto firmato con cui è stata accettata la borsa di mobilità Erasmus;
  • Richiedete la guida e i programmi di studio dell’università di destinazione;
  • Richiedete il modulo (LEARNING AGREEMENT) da far firmare ai docenti per l’approvazione del programma di studi. Questo documento firmato sarà la garanzia del riconoscimento degli esami sostenuti all’estero e dei crediti conseguiti.
  • Chiedete documentazione utile per trovare alloggio
  • Chiedete i modelli per l’assistenza sanitaria

VACANZE LAVORO (ANIMATORE NEI VILLAGGI, CAMERIERE/CUOCO/GIARDINIERE/BARMAN, RAGAZZE ALLA PARI, BAGNINO)

1) Informatevi sulla solvibilità del datore di lavoro

2) Non date mai soldi in cambio di lavoro! Chi effettua prestazioni, infatti, ha diritto di ricevere denaro, e non il contrario! Quindi non sborsate soldi per libretti d’istruzioni, materiale d’avviamento o anticipi di qualsiasi natura, anche a titolo di rimborso spese

Inoltre:

  • Verificate le pratiche burocratiche da espletare, variabili a seconda della durata del soggiorno (non superiore a 3 mesi, tra 3 mesi e un anno …..) e del paese di destinazione (nell’Unione europea o extra Ue). Ad esempio nell’Ue, per durate non superiori ai 3 mesi non si deve espletare alcuna pratica burocratica, mentre sopra un anno è necessaria una carta di soggiorno
  • Mettete alla porta chiunque promette facili guadagni
  • Attenti a quello che firmate. Esigete sempre anticipatamente il testo del contratto che si andrà a sottoscrivere, per poterlo analizzare

COLONIA/VIAGGI ORATORIALI (CHE INTERESSANO SOPRATTUTTO I MINORENNI)

1) Visitate il luogo dove dovete andare

2) Controllate la professionalità dello staff, che la struttura sia confortevole e che l’alimentazione sia ottima e abbondante

SCAMBIO DI CASA

1) Attenzione alle dispute legali, la sede giudiziale può essere straniera

2) Controllate che l’appartamento sia restituito nelle medesime condizioni

3) Non versate cauzioni esagerate

Inoltre:

  • Mettete l’accordo di scambio per iscritto, eviterete incomprensioni e dispute successive
  • Attenzione alle spese telefoniche e alle altre bollette
  • Fatevi inviare le foto della casa
  • Chiedete referenze al padrone di casa

VIAGGIO IN TRENO INTER-RAIL

1) Controllate che non scada la validità del biglietto

2) Verificate che le tratte che intendete percorrere siano comprese nell’offerta

Inoltre:

  • Verificate che il tipo di treno sia compreso nell’offerta

VACANZA VERA E PROPRIA (APPARTAMENTO IN AFFITTO, HOTEL, OSTELLO, BED&BREAKFAST, RESIDENCE)

  • Per una vacanza “tutto compreso” è meglio rivolgersi ad un’agenzia piuttosto che il fai da te
  • Informatevi riguardo ai documenti necessari per recarsi nel Paese scelto
  • Per l’affitto delle case attenti ad internet: le truffe sono in agguato
  • Per gli ostelli verificate il loro stato, la presenza di servizi igienici in camera, se c’è la prima colazione, orari di chiusura, frequenza di cambio della biancheria da letto e pulizia di docce e servizi igienici.

DECALOGO PER CHI DECIDE DI RIVOLGERSI ALLE AGENZIE

  • Rivolgetevi ad agenzie conosciute. Per le false agenzie di viaggio, ricordate che nei loro locali deve essere esposta l’autorizzazione all’esercizio dell’attività. Ogni agenzia, poi, per quanto piccola, ha un telefono fisso, un fax e un indirizzo riscontrabile sulla guida del telefono. Controllate l’esistenza dell’agenzia presso la Camera di Commercio o negli appositi elenchi disponibili presso l’assessorato al Turismo della Provincia o della Regione. Ogni anno viene pubblicato sul Burl l’elenco delle agenzie autorizzate.
  • Scegliete con cura la compagnia di trasporto e nel caso di viaggi aerei chiedete agli aeroporti la conferma della sua esistenza, accertandone la consistenza. Chiedete sempre di avere parecchi giorni prima della partenza i documenti di viaggio, così da poterli esaminare e controllare la loro validità. Chiedete che sia specificato nel contratto con quali compagnie aeree l’agenzia opera, onde evitare che all’ultimo vi cancellino il volo e vi ritroviate a viaggiare con un deltaplano;
  • Versate caparre esigue e mai superiori al 25% della somma complessiva, per non essere soggetti a ritorsioni. Verificate che il tour operator abbia ricevuto l’acconto versato all’agenzia. Ricordate che se il tour operator fallisce c’è un Fondo Nazionale di Garanzia.
  • Non credete a offerte mirabolanti: i posti da sogno hanno un costo e nessuno vi regala nulla!
  • Esaminate il contratto con attenzione, in particolare:
  • controllate le clausole scritte con caratteri molto piccoli, che, di solito, limitano i diritti del cliente;
  • appurate l’importo della penale in caso di rinuncia al viaggio già prenotato;
  • chiedete penalità suppletive in caso di errori dell’agenzia o del tour operator.
  • Non fidatevi delle foto dei cataloghi o delle dizioni “di lusso”, “prima categoria” che non hanno alcun significato. Anche le “stelle” (Albergo a “cinque stelle”) implicano dei servizi che variano a seconda della Regione e non hanno alcun valore per l’estero. Verificate, invece, i servizi alberghieri effettivamente offerti (aria condizionata, telefono, frigobar, piscina, ascensore, bagno in camera..) e chiedete specifiche nel caso di spiegazioni vaghe o assenti: presenza del portiere notturno e possibilità di rientro a tarda ora, distanza dell’albergo dalla spiaggia, presenza nei paraggi dell’albergo di locali o di ferrovie che possano disturbare il vostro sonno, posteggio interno all’albergo a disposizione gratuita dei clienti.
  • Verificate che le promesse mirabolanti, contenute nei depliant pubblicitari o declamate e garantite dal venditore, siano riportate anche nel contratto; conservate, comunque, il depliant.
  • Controllate su internet le proposte date dalle agenzie e le caratteristiche della zona: mare pulito, presenza di fiumi inquinati nei paraggi o peggio ancora di scarichi fognari.
  • Non firmate nessun modulo in bianco.
  • Assicurazione. Se con il viaggio è offerta una copertura assicurativa, verificate di non essere già coperti da assicurazioni simili: in tal caso chiedete di avere garanzie contro altri tipi di rischi;

MODELLO RICHIESTA RIMBORSO DANNI

(da inviare raccomandata a/r entro 10 giorni dal ritorno del viaggio)

 

Raccomandata a/r.

Spett.le

(Nome Tour Operator)

Via……….

20100 Milano

Spett.le

(Nome Agenzia)

Via……….

20100 Milano

Oggetto: Sig…….. / prenotazione…… / reclamo vacanza rovinata- richiesta risarcimento

 

Con la presente sono a significarVi quanto segue.

Il sottoscritto ……………………. (nome e cognome), residente a……., in via ……………, ha prenotato il viaggio dal ..………  al.………., in…..………….., per il viaggio descritto nel vostro catalogo al prezzo di euro ……….

            Durante il viaggio si sono verificate delle circostanze che hanno comportato la mancata erogazione dei servizi offerti e previsti dal Vs catalogo. In particolare…………………….. (descrivere i fatti).

Chiedo pertanto il rimborso di euro ……(quantificare) corrispondente alle mancate prestazioni.

E’ stato causato un danno fisico……….(descrivere), come da documentazione sanitaria che quantifico in euro ………

E’ stato causato un danno alle cose di mia proprietà…………(descrivere) che quantifico in euro ………;

E’ stato causato un danno da vacanza non goduta e rovinata ………(descrivere) che quantifico in euro ……….

Sollecito pertanto la corresponsione dei suddetti importi entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente lettera, riservandomi, in difetto, di adire le vie legali.

Distinti saluti.

Milano, (data)                                                               Firma……………………

 

CURIOSITÁ

Uno degli elementi che maggiormente rovinano le vacanze degli italiani, dalle statistiche, è risultato essere la presenza –ovviamente non gradita- di animali ed insetti. Vediamo in particolare cosa è risultato dalle segnalazioni effettuate al Codacons.

Quali sono gli animali che, secondo le segnalazioni giunte al Codacons, hanno maggiormente rovinato le vacanze degli italiani?

1 scarafaggi scarafaggi e blatte … nelle ciabatte 19 In testa, con il 19% delle segnalazioni, gli scarafaggi. Negli alberghi li hanno trovati ovunque: nel cibo, nelle ciabatte, persino nel frigorifero.
2 topi topi … in camera 16 Non sono i ladri di appartamento, sono proprio i topi. Li hanno visti in camera, camminare allegramente nei corridoi degli alberghi e, ovviamente, in cucina
3 zanzare zanzare … in aereo 15 le zanzare sono anche a casa nostra, ma almeno ci difendiamo. Ma se in albergo non va l’aria condizionata e non ti danno un insetticida, che fai? E se poi non puoi scappare perché sei su un aereo?
4 ragni ragni … sui soffitti 13 Ma se uno trova una ragnatela sul letto, vuol dire che l’hanno appena rifatto? E se poi te lo ritrovi sul piatto dove devi mangiare, vuol dire che era stato invitato?
5 formiche formiche … nel bagno 12 Formiche in camera, nel letto, in bagno. E se poi sono giganti?
6 mosche mosche … nel piatto 9 Mosche nel piatto, sul buffet
7 vermi vermi … sui letti 6 Nella frutta, ma anche sui muri, sui letti, nella marmellata
8 api e vespe api … a colazione 5 ma bene avere sempre le api a colazione, ma avere un nido d’api in camera non dev’essere piacevole
9 cimici e zecche cimici … nei materassi 2 Cimici nei materassi, l’ideale per una bella dormita
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