FAQ

Indice

Di cosa si compongono i vaccini (cosa sono i vaccini?)

I vaccini sono costituiti da agenti infettivi che vengono “uccisi” o resi innocui, o ancora da sostanze che determinati micro organismi producono, le quali vengono trattate al fine di perdere la propria tossicità intrinseca.

I vaccini inoltre composti di acqua sterile o di soluzioni fisiologiche a base salina, nelle quali vengono contenuti gli agenti infettivi.

Sono poi compresi tre ulteriori sostante: gli adiuvanti che hanno il compito di stimolare la risposta immune del corpo umano, gli stabilizzanti che permettono al vaccino di mantenere intatta la propria composizione chimica, nonostante gli agenti esterni. Ed infine i conservanti, che hanno come scopo la protezione del vaccino stesso dalla proliferazione di germi al suo interno.

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Quali sono i vaccini obbligatori al momento?

Prima dell’entrata in vigore della Legge n. 11 del 31 Luglio 2017, che ha convertito in Legge il Decreto n. 73 del 7/06/2017 le vaccinazioni obbligatorie erano quattro: antidifteritica, antitetanica, antipoliomielitica, antiepatitevirale b. Successivamente all’entrata in vigore della Legge, i vaccini obbligatori sono diventati 10:  anti-poliomelitica, anti-difteritica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo B, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. Quattro invece quelle fortemente raccomandate: anti-meningococcica B  e C, anti-pneumococcica e anti-rotavirus.

 

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Quali sono i cambiamenti a scuola dopo l’introduzione della Legge 11 del 31/07/2017?

Con la Legge n. 11 del 31 Luglio 2017 è stato reintrodotto l’obbligo dei vaccini da 0 a 16 anni.

Per i bambini non vaccinati fino ai 6 anni non sarà possibile l’iscrizione alle scuola dell’infanzia.

Per quanto attiene la fascia dai 6 anni ai 12 non vaccinati sono previste salate sanzioni per i genitori, calcolate in base alla gravità dell’inadempimento. Tali sanzioni possono essere evitate se i genitori provvederanno, nei termini indicati dall’ASL, a far somministrare al proprio figlio il vaccino o la prima dose del ciclo vaccinale.

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Mio figlio è già stato vaccinato, cosa devo fare per iscriverlo a scuola?

Al momento dell’iscrizione a scuola  basterà fornire una documentazione idonea che attesti la già avvenuta vaccinazione del bambino.

Se il bambino è immunizzato per malattia naturale bisognerà presentare la relativa documentazione che lo attesti.

Nel caso in cui il bambino sia in procinto di fare una o più vaccinazioni obbligatorie, dovrà presentare ai dirigenti scolastici o ai responsabili dei servizi educativi la copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’azienda sanitaria locale.

È possibile per il genitore fornire anche autocertificazione dell’avvenuta vaccinazione. In questo caso però si potrà fornire la copia del libretto vaccinale fino al 10 luglio di ogni anno

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Mio figlio è già immune a quella determinata malattia, in quanto l’ha già fatta, cosa devo fare?

Al momento dell’iscrizione a scuola servirà produrre la documentazione che dimostri l’esonero dalla specifica vaccinazione per intervenuta immunizzazione da malattia naturale ( il bambino ha già fatto quella determinata malattia ed è pertanto già immune)

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Mio figlio per motivi clinici non può essere vaccinato, cosa devo fare?

È possibile che le vaccinazioni siano omesse o differite  per motivi clinici comprovati, che il più delle volte sono legati a pericoli per la salute del bambino. Tali motivazioni e condizioni devono però essere documentate e conseguentemente attestate da un medico generico o dal pediatra, con libera scelta del genitore su quale dei due.

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Mio figlio non può essere vaccinato per motivi di salute, come si comporterà la scuola?

In questo caso sarà premura della scuola creare classi ad hoc, nelle quali saranno presenti solo bambini vaccinati o comunque immunizzati. Tutte le classi nelle quali saranno presenti più di due minori non vaccinati sono sempre segnalate all’ASL entro il 31 ottobre.

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Posso iscrivere mio figlio a scuola anche se non ha fatto le vaccinazioni obbligatorie?

Non sarà sicuramente possibile per il genitore iscrivere il bambino ai servizi educativi per l’infanzia (asili nido) e  alle scuola dell’infanzia, infatti in questi casi i vaccini rappresentano un requisito necessario per l’iscrizione stessa.

Sarà invece possibile iscrivere bambini non vaccinati negli altri gradi di istruzione; in questo caso specifico la documentazione attestante l’avvenuta vaccinazione non costituisce requisito fondamentale all’iscrizione. Tuttavia scatterà automaticamente la sanzione pecuniaria nonché la segnalazione all’ASL

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Tutte queste scadenze hanno valore anche per il corrente anno scolastico?

Per quanto attiene l’anno 2017/2018 i documenti relativi ai vaccini andranno presentate entro il 10 settembre 2017, e sarà anche possibile sostituire tale documentazione da una autocertificazione, presentando conseguentemente l’attestazione che comprovante l’avvenuta vaccinazione entro il 10 marzo 2018.

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Perché è importante un consumo moderato di Alcol?

Per prima cosa bisogna dire che l’alcol è una sostanza psicotropa, tossica, cancerogena, e che provoca dipendenza patologica.

Secondo studi scientifici l’alcol accresce la possibilità di sviluppo di centinaia di patologie differenti. Al fine di una corretta valutazione del rischio di incorrere in una patologia derivante dal consumo, si deve tenere conto di diversi fattori: la quantità di alcol assunto, la frequenza, il consumo durante i pasti o meno,  la capacità intrinseca ad ogni soggetto di smaltimento dell’alcol, l’assunzione concomitante di farmaci.

Recenti studi hanno poi comprovato la correlazione fra il consumo di alcol e lo sviluppo di neoplasie del tratto digestivo: il consumo di alcol può portare ad un aumento della possibilità di contrarre tumore al colon-retto, all’esofago, allo stomaco, al fegato e al pancreas; tali incidenze sono in ogni caso da considerare proporzionalmente al consumo di alcol.

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Quale è l’effettiva azione dell’alcol sul nostro organismo?

A causa dell’incapacità membrane delle cellule di impedire il passaggio dell’alcol, questo stesso, essendo presente nel sangue, si diffonde in gran parte dei tessuti componenti il corpo umano; un eccessivo consumo di alcol può perfino portare ad arresto cardiorespiratorio.

Ci sono diverse fasi che si verificano nel caso in cui ci sia un esagerato consumo di alcol e sono le seguenti:

  • Inizialmente il soggetto appare euforico e particolarmente disinibito. Agisce impulsivamente e non utilizza il raziocinio.
  • Conseguentemente si verifica una perdita dell’equilibrio e perdita della capacità di coordinare i movimenti. Può seguire poi una fase di depressione e una perdita di calore corporeo
  • Si ha poi una fase di stordimento, confusione, agitazione, particolare irascibilità, sensazione di nausea, vomito e dolore alla testa.
  • Quindi si procede con una fase di totale mancanza di lucidità, con presenza di frasi sconnesse e senza senso, incapacità di formulare discorsi, si presenta inoltre difficoltà a respirare.
  • L’ultima fase, è quella che risulta poi letale: il soggetto entra in shock cardiovascolare e sopraggiunge la morte.
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Quali organi va a colpire l’alcol?

L’alcol provoca gravi effetti su diverse parti del nostro corpo quali:

  • Il sistema nervoso: altera la funzione dei neurotrasmettitori, cambiandone la funzione, con la conseguente lentezza dei riflessi, incapacità di rispondere agli stimoli, perdita di memoria, perdita dell’autocontrollo. Porta poi a disturbi comportamentali, difficoltà a dormire e a depressione
  • Il cuore: un consumo eccessivo di alcol porta ad un aumento dell’attività cardiaca, ad un aumento della pressione sanguigna, con conseguenti danni al muscolo cardiaco dovuti alla tossicità dell’alcol, si può verificare poi una eccessiva vasodilatazione con il verificarsi di rossori cutanei e aumento della temperatura corporea superficiale.
  • Il sangue: l’alcol rallenta e ostacola la produzione di globuli bianchi e rossi. In caso poi di una consistente mancanza di globuli rossi si può verificare un’anemia megaloblastica.
  • L’apparato digestivo: l’alcol porta ad un consistente aumento dell’acido gastrico, tale aumento sfocia di conseguenza in una infiammazione delle pareti gastriche, la quale può portare ad ulcere ed emorragie interne. L’alcol può inoltre portare a cancro allo stomaco, alla laringe all’esofago e al pancreas
  • Il sistema immunitario: l’alcol porta ad una considerevole diminuzione dei globuli bianchi, e ciò comporta un aumento delle possibilità di contrarre malattie virali ed infezioni.
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Quali sono le conseguenze dell’assunzione di alcol in gravidanza?

L’assunzione di alcol in gravidanza è rischioso oltre che per la madre soprattutto per il bambino, in quanto il piccolo ha una altissima probabilità di soffrire si Sindrome fetale alcolica, e di sviluppare malformazioni. La pericolosità dell’assunzione dell’alcol in gravidanza è data dal fatto che il feto riceve l’alcol nella stessa misura della madre e pertanto non è possibile stabilire una dose da considerare sicura per il bambino

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Qual è il limite di alcol nel sangue imposto al conducente di veicolo ?

Il limite previsto per legge è di 0,5 grammi/litro di alcol nel sangue. Non è purtroppo prevedibile con certezza assoluta a quanti bicchieri equivalga tale tasso. Infatti tale variabile può cambiare da persona a persona in base a caratteristiche proprie del singolo, quali ad esempio la corporatura, il sesso del soggetto, e la capacità di assimilazione etc. Esistono comunque tabelle, approvate dal governo, reperibili spesso negli stessi bar e ristoranti, che indicano approssimativamente a che tasso alcolemico nel sangue corrisponde il consumo di una determinata bevanda rispetto alle altre e rispetto a parametri soggettivi. In ogni caso sarebbe preferibile consumare la minor quantità di alcol possibile o addirittura astenersi, qualora si debba poi successivamente si debba guidare.

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Quali sono le conseguenze nel caso il cui il limite di tasso alcolemico nel sangue venga superato?

Per quanto riguarda le sanzioni che vengono applicate in caso di fermo della polizia e tasso alcolemico oltre la soglia consentita, le somme richieste variano a seconda del tasso effettivamente previsto nel sangue:

  • Se il tasso alcolemico risulta fra 0,5 e 0,8 g/litro è prevista una sanzione che va da euro 532,00 ad euro 2.127,00 e sospensione della patente da 3 a 6 mesi
  • Se il tasso alcolemico risulta fra 0,8 e 1,5 g/litro la violazione diventa reato, con conseguente pagamento che va da euro 800,00 ad euro 3.200,00, ed eventuale arresto fino a 6 mesi, oltre alla sospensione della patente da 6 mesi ad un anno.
  • Se infine, il tasso alcolemico dovesse essere superiore ad 1,5 g/litro l’ammenda prevista va da euro 1.500 a 6.000, arresto da 6 mesi ad un anno e sospensione della patente da 1 a 2 anni

Qualora poi si verifichi un incidente e il conducente si trovi in stato di ebbrezza si provvederà al fermo amministrativo della vettura e le sanzioni verranno raddoppiate. Inoltre nel caso in cui il tasso nel sangue sia maggiore di 1,5 g/litro, è prevista la revoca della patente.

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Quali sono gli alimenti da preferire in una dieta sana?

Una dieta sana ed equilibrata deve contenere molti tipi di alimenti differenti, che uniti permettono ai singoli soggetti di ottenere il proprio fabbisogno giornaliero, necessario ad affrontare al meglio ogni giornata. Ecco di seguito una lista di cibi indispensabili per la nostra salute:

  • Cereali integrali: forniscono la medesima energia dei cereali raffinati, pur mantenendo un indice glicemico nettamente più basso
  • Latticini: vista la difficoltà intrinseca di ogni individuo di digestione dei latticini, sarebbe preferibile inserire nella nostra alimentazione solo yogurt, poiché ricco di fermenti lattici che aiutano e favoriscono la flora batterica
  • Carne: seppure innumerevoli studi abbiamo stabilito che la carne è un alimento non propriamente salutare per l’organismo, è comunque necessario, per il nostro fabbisogno, un consumo parsimonioso. Il consumo di carne dee essere limitato ad una/due volte a settimana e devono essere preferite le carni magre e bianche. È possibile consumare in maniera ancora più ristretta carne rossa, purché sia essa priva di grasso.
  • Pesce: il consumo di pesce deve avvenire almeno due volte a settimana. Il pesce infatti è un alimento ricco di omega 3, il quale permette di contrastare e diminuire il colesterolo. Particolarmente salutare è poi il pesce azzurro. Bisogna invece fare attenzione a molluschi e crostacei che, a differenza del pesce, contengono colesterolo. Necessario poi che essi vengano consumati freschi e cotti.
  • Legumi: questo alimento è ricco di proteine vegetali, importantissime per il corpo umano, e possono essere preparate in svariati modi, essendo molto versatili.
  • Frutta e verdura: senza dubbio è da considerare indispensabile il consumo di frutta e verdura. Questi alimenti infatti sono ricchi di vitamine e di fibre e di antiossidanti. Per ottenere maggiori benefici sarebbe preferibile un consumo di verdura per lo più cruda, dopo essere stata accuratamente lavata, in quanto purtroppo a seguito della cottura, le verdure tendono a perdere innumerevoli qualità.
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Ci sono cotture dei cibi da preferire ad altre?

Cuocere il cibo è sempre da preferire. Seppure in alcuni casi sia meglio mantenere gli alimenti crudi, la cottura permette sia di eliminare eventuali batteri presenti nei cibi. Inoltre la cottura permette una maggiore conservazione dei cibi; infatti il calore inibisce determinati enzimi che favoriscono il deperimento degli alimenti. In aggiunta a ciò la cottura dei cibi favorisce la digestione e la conseguente assimilazione dell’amido e delle proteine, dando semplicemente inizio a processi di demolizioni degli stessi, che altrimenti risulterebbero indigesti per il nostro organismo. Di seguito elenchiamo i diversi tipi di cottura da preferire e le loro rispettive proprietà:

  • Bollitura: questo tipo di cottura comporta la maggior parte delle vitamine e di Sali minerali contenute negli alimenti. Infatti i principi nutritivi si disperdono nell’acqua in cui vengono bolliti, e il più delle volte l’acqua viene buttata e non consumata, perdendo così tutte le sostanze in essa contenute. Per ovviare a tale problematica, sarebbe necessario bollire in poca acqua e immergere l’alimento quando l’acqua è già in ebollizione.
  • Cottura a vapore: è il tipo di cottura da preferire se si vogliono conservare più principi nutritivi possibili. La cottura a vapore infatti, nel caso di specifiche verdure, incrementa la loro capacità antiossidante.
  • Cottura al forno: tale cottura comporta l’utilizzo di temperature molto alte e prolungate, che portano ad una perdita di gran parte delle proprietà nutritive dei cibi. Per ovviare a questa problematica potrebbe essere utile una cottura al forno al cartoccio, che permette di sveltire notevolmente la cottura, mantenendo così le sostanze inalterate.
  • Cottura sottovuoto: questa particolare cottura comporta innumerevoli benefici: inanzitutto gli alimenti che vengono cotti sottovuoto non perdono le proprie sostanze nutritive. Inoltre con questa cottura viene rallentata la proliferazione di batteri per via della mancanza di ossigeno.
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Quali sono invece le cotture da evitare?

Esistono tuttavia cotture che per le loro caratteristiche intrinseche modificano la struttura molecolare degli alimenti, alterandone le proprietà. Ecco le cotture che risultano meno salutari:

  • Soffritto: è da considerare meno salutare rispetto alle altre perché immette ulteriori grassi agli alimenti in cottura, avvenendo questa stessa in olio, ed essendo quest’ultimo un ingrediente molto grasso.
  • Frittura: questo tipo di cottura è meno sana in quanto gli alimenti vengono cotti a temperature molto elevate. Una cottura a queste temperature comporta una reazione soprattutto negli alimenti ricchi di carboidrati e poveri di proteine che sfocia nella produzione di una sostanza altamente dannosa per l’organismo: l’acrilammide. La concentrazione di questa sostanza varia in base al cibo, ma rimane dannoso anche se assunto in piccole dosi; l’acrillammide è una sostanza cancerogena, e studi hanno appurato che questa si formi ogniqualvolta la temperatura della cottura supera i 120°
  • Cottura alla griglia e alla brace: la cottura alla grigli e alla brace è da utilizzare con cautela in quanto ,a causa delle alte temperature utilizzate, oltre a portare ad una considerevole riduzione delle proprietà nutrizionali degli alimenti cotti, comporta altresì la formazione, soprattutto nella parte esteriore dell’alimento (le classiche “bruciature”), di sostanze cancerogene, quali le amine eterocicliche aromatiche ed idrocarburi quali ad esempio il benzopirene.
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Perché è importante bere e quanta acqua bisogna consumare al giorno?

Il consumo frequente di acqua è fondamentale per il nostro organismo. bere infatti permette:

  • L’eliminazione di sostanze di scarto e di tossine dal nostro organismo, in quanto favorisce la sudorazione e la diuresi, a mezzo dei quali vengono poi conseguentemente espulse le stesse sostanze di rifiuto.
  • La crescita e lo sviluppo del tessuto muscolare, il quale è costituito per il 75% di acqua. Tale incremento è maggiore qualora il soggetto svolga attività sportiva.
  • Il mantenimento dell’umidità delle mucose del naso, della gola e degli occhi.
  • La stimolazione dell’organismo a bruciare un maggior numero di calorie, infatti secondo studi il bere con frequenza mantiene il metabolismo attivo durante la giornata
  • Di avere una pelle più rilassata e meno secca: un buon consumo giornaliero di acqua, rende la pelle più elastica ed idratata e la mantiene più giovane.
  • Di mantenere una buona concentrazione. Secondo uno studio della University of East London e pubblicato sulla rivista Frontiers in Human Neuroscience, bere tanto consentirebbe una idratazione del cervello, migliorandone così le capacità cognitive.
  • La depurazione da tossine e sostanze dannose e nocive per l’organismo. Un consumo abbondante di acqua permette infatti di eliminare tutte quegli elementi che non servono al nostro corpo e che vengono accumulate ogni giorno. Bere infatti stimola altresì l’azione regolare dell’intestino.

E dunque, quanta acqua bisogna consumare ogni giorno? Il fabbisogno giornaliero di acqua, deve essere normalmente calcolato anche in  base a determinati fattori, quali ad esempio il peso, il sesso, la condizione fisica, il periodo dell’anno … In linea di massima tuttavia, si può stimare un calcolo approssimativo che può ovviamente variare situazione per situazione: sarebbe preferibile dunque, al fine di soddisfare il nostro fabbisogno giornaliero, consumare almeno due litri d’acqua al giorno

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