Equitalia&AE

Cartelle di Equitalia, avvisi di liquidazione, accertamenti da parte dell’agenzia delle Entrate, qualsiasi atto o richiesta di pagamento proveniente da enti pubblici può esserci sottoposto, forniremo una consulenza in merito alla possibilità di effettuare un ricorso avanti le sedi competenti.

LE CARTELLE ESATTORIALI

Cos’è la cartella esattoriale?

Mediante l’emissione della cartella esattoriale viene riscosso coattivamente un tributo che, a seguito di un inadempimento del debitore, è stato iscritto a ruolo posto che in precedenza l’amministrazione finanziaria ha effettuato un controllo o un accertamento.

Ma vediamo nel dettaglio ciò che viene riscosso:

  • imposte erariali di consumo;
  • imposta di registro;
  • tributi;
  • imposte sulle donazioni e sulle successioni;
  • imposte comunali sulla pubblicità, sulle pubbliche affissioni;
  • TARI;
  • IVA;
  • tosap, cosap, canoni demaniali;
  • imposte sui redditi;
  • tasse automobilistiche e sulle concessioni governative;
  • tia;
  • diritti doganali;
  • imposte ipotecarie e catastali;
  • IUC – IMU – TASI;
  • inps.

 

Qual è l’ambito di competenza degli agenti della riscossione?

Gli agenti della riscossione hanno un ambito di competenza provinciale; ciò che fa fede è il domicilio fiscale di colui che risulta essere il debitore; attraverso la cartella esattoriale, quindi, l’agente della riscossione opera e riscuote per conto dell’ente creditore. In particolare, la cartella di pagamento si compone di numerose pagine ed assolve a diverse funzioni quali:

  • Comunicazione formale;
  • Atto di precetto: si intima, infatti, di pagare entro un termine stabilito;
  • Titolo esecutivo: in base ad esso può, infatti, iniziarsi l’esecuzione forzata.

 

…ecco tutto ciò che troviamo nella prima pagina della cartella…

Il numero della cartella
I dati dell’agente della riscossione che ha emesso la cartella
Il nome del contribuente ed i suoi dati
Gli importi dovuti descritti in modo dettagliato
La somma totale da corrispondere
Le modalita’ di pagamento, come ricorrere o agire in autotutela

 

…e nelle pagine successive…?

 

1-Il dettaglio degli addebiti:

Chi è l’ente creditore
la descrizione del debito
le maggiorazioni, le spese e i compensi di riscossione nel caso di pagamento in ritardo
il nome del responsabile del procedimento

®Curiosità!

Se la cartella impugnata risulta priva del requisito della sottoscrizione, da parte del responsabile del procedimento, in violazione della L 212/2000 (Statuto del Contribuente), deve considerarsi nulla!

In proposito si sono pronunciate molteplici Commissioni Tributarie, fra le quali, a mero titolo esemplificativo, si ricordano: C.T.R. Veneto, sez. VIII sent. n. 56 depositata il 8.11.2006, C.T.P. Padova, sez. I, sent. n. 253 depositata il 22.11.2006, C.T.P. Padova, sez. II, sent. n. 25 depositata il 22.03.2002.

L’ordinanza n. 377 del 9.11.2007 della Corte Costituzionale ha, altresì, stabilito la nullità della cartella di pagamento priva di sottoscrizione da parte del responsabile del procedimento, ritenendo quest’ultima un adempimento indispensabile, in quanto ha lo scopo di assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa, la piena informazione del cittadino –per un’eventuale azione nei confronti del responsabile del procedimento- nonché la garanzia del diritto alla difesa, tutelando in tal modo il buon andamento e l’imparzialità della Pubblica Amministrazione ex art. 97, primo comma.

Sia la Corte Costituzionale con la propria ordinanza che le Commissioni Tributarie Provinciali con le relative sentenze hanno equiparato la cartella esattoriale ad un atto di precetto ai sensi dell’art. 125 c.p.c. ritenendo conseguentemente la sottoscrizione quale elemento essenziale dell’atto, necessario al fine di individuare la provenienza e l’identificazione dell’autore.

 

2-Le istruzioni per il pagamento:

Scadenza;
Modalita’ di pagamento

 

3-I dati identificativi della cartella:

l’anno di compilazione e il numero del ruolo;
il codice tributo da pagare
l’anno di riferimento
le rate (normalmente una);
il tributo dovuto;
i compensi della riscossione;
l’indicazione dell’atto da cui è scaturito il debito

 

4-Le comunicazioni dell’Agente della riscossione:

i dati del responsabile del procedimento;
informazioni sulla possibilita’ di reateizzare i pagamenti
l’informativa sulla privacy.

 

 

5- Ultima pagina: la relata di notifica

La relata di notifica è la dichiarazione con cui il messo notificatore attesta la data, l’ora e luogo di consegna dell’atto nelle mani del destinatario o di soggetti terzi autorizzati e identificati. Mediante la notifica il contribuente viene, così, a conoscenza della sua posizione debitoria.

…Chi provvede alla notifica?

Gli ufficiali della riscossione
i messi comunali o gli agenti della polizia municipale
il servizio postale, in busta chiusa spedita per raccomandata a/r.

 

…Quali sono le modalità di notifica?

 

Direttamente al cittadino/debitore
 

A soggetti terzi: questo tipo di notifica puo’ però avvenire solo presso il domicilio del cittadino/debitore; in particolare, la suddetta notifica può avvenire quando il destinatario non è presente.

I soggetti terzi possono essere:

– persone di famiglia del destinatario;

– portiere della casa;

– i vicini di casa;

– gli addetti all’ufficio o all’azienda o alla casa stessa non minori anni 14 né palesemente incapaci.

 

Per giacenza: l’atto viene depositato nella casa comunale se non può essere notificato secondo le modalità sopra descritte. In particolare, ci sarà un’affissione dell’avviso di deposito nell’albo del comune di residenza del destinatario ed un invito al ritiro mediante una lettera raccomandata inviata al debitore. La notifica si considera perfezionata il giorno immediatamente seguente a quello dell’affissione presso la casa comunale.

 

All’estero: se i destinatari delle cartelle risiedono all’estero, gli agenti della riscossione provvedono a trasmettere le stesse agli uffici locali dell’agenzia competente che si attiva affinché l’atto giunga al debitore mediante l’uso di eventuali convenzioni internazionali in essere o mediante l’utilizzo delle autorità consolari.

La notifica si considera perfezionata per il destinatario dalla data di ricezione o da quando si compie l’avvenuta giacenza, per il mittente da quando l’atto viene consegnato alle poste o, in alternativa, al messo che provvede alla notifica.

 

I cambi di indirizzo hanno effetto una volta che sia decorso il termine di giorni 30 dalla variazione anagrafica fatta in Comune; se non si è provveduto alla variazione anagrafica, la notifica si considera perfezionata comunque al precedente indirizzo.

®Curiosità! La notifica di una cartella esattoriale se effettuata per posta direttamente dall’Agente della riscossione deve considerarsi inesistente.

Sono queste le conclusioni a cui è giunta la Commissione Tributaria di Lecce, la quale ha dichiarato l’illegittimità della notifica degli atti esattoriali effettuati a mezzo posta.

Tale modalità, infatti, se non effettuata da soggetti autorizzati dalla legge non produce effetti nei confronti del contribuente; in altre parole è come se l’ingiunzione di pagamento non fosse stata mai emessa.

Il Collegio pugliese ha ritenuto che il comma 1 dell’art. 26, comma 2, del d.p.r. 602/73 elenca, in modo tassativo, gli unici soggetti legittimati alla notifica della cartella, ossia: gli ufficiali della riscossione; messi comunali; gli agenti della polizia municipale; altri soggetti sempre opportunamente autorizzati dal Concessionario.

Alla luce di quanto detto, quindi, solo questi soggetti possono notificare a mano o a mezzo posta gli atti del Concessionario. Al di fuori di questi casi, tutte le notifiche per posta effettuate direttamente dal concessionario sono da considerarsi inesistenti.

Se tale interpretazione verrà confermata da ulteriore Giurisprudenza le cartelle notificate direttamente dall’Agente della riscossione (e pertanto inesistenti) potranno essere oggetto di opposizione anche se i termini di legge sono decorsi e le successive attività di riscossione (iscrizione ipoteca, etc.) saranno prive di efficacia.

Anche secondo la Commissione Tributaria Regionale di Milano (sent. n. 61/22/10) “Lo scopo della notifica dell’atto ha natura sostanziale e non processuale e viene raggiunto solo con la materiale e regolare notifica dell’atto nel domicilio fiscale o reale del contribuente“.

Viene, dunque, ritenuta sempre fondamentale la compilazione della relata di notifica da parte dell’agente notificatore, anche quando a mezzo posta, poiché è considerata fondamentale nell’ambito del procedimento di notificazione, sicché la sua mancanza non può essere ritenuta una mera irregolarità.

La Commissione, infine, conclude rifiutando l’ipotesi del Concessionario di sanatoria dell’atto per raggiungimento dello scopo, in quanto si chiarisce che ciò non vale per gli atti giuridicamente inesistenti – come in questo caso – ma al massimo per quelli nulli.

Alla luce di quanto illustrato, dunque, appare irrinunciabile per Equitalia il rispetto della seguente procedura per poter effettuare la notifica delle cartelle a mezzo posta: l’Ufficiale della riscossione riceve la cartella da Equitalia e compila la relata di notifica, indicando l’ufficio postale da cui parte l’atto e apponendo la propria firma; l’Agente postale consegna la cartella ai legittimi destinatari.

Infine, ricordiamo che la Commissione Tributaria Regionale di Milano ha ricordato che:

laddove la legge parla di notificazione di un atto, anche a mezzo posta, la legge stessa intende riferirsi ad una trasmissione dell’atto effettuata non direttamente, ma tramite l’intermediazione di un soggetto all’uopo specificatamente abilitato, che assume valore essenziale ai fini del riscontro o meno della fattispecie notificatoria, comportante l’essenzialità della relata di notificazione”.

Tutte le cartelle notificate a mezzo poste si considerano, quindi, inesistenti posto che le stesse risultano prive dei requisiti che rendono ciascuna comunicazione una vera e propria cartella con tutti gli effetti di legge che ne conseguono.

Nel caso sussista, quindi, il suddetto presupposto di inesistenza non occorrerà attendere 30 giorni per proporre il ricorso.

Occorre sapere che tutte le spiegazioni relative alle cartelle potranno essere richieste al commissario emittente; per qualsiasi dubbio concernente il tributo in sé considerato le spiegazioni potranno essere fornite dall’ente impositore indicato nel riquadro del DETTAGLIO DEGLI ADDEBITI.

→Nel caso di notifica al portiere la giurisprudenza ha stabilito che la stessa è valida e si considera perfezionata se si attesta l’assenza del reale destinatario e delle altre persone idonee a ricevere l’atto.

RATEIZZARE E’ POSSIBILE!!!

Dall’anno 2008 si può richiedere di rateizzare la cartella esattoriale:

®Ecco un modello utile!

RATEAZIONE DELLA CARTELLA in bollo


All’ufficio locale dell’Agenzia delle entrate di . . . . . . . . . . . . .

OGGETTO: RICHIESTA DI RATEAZIONE ai sensi dell’art. 19 del D.P.R. n. 602/1973.


Il/la sottoscritt . . . . . . . . . . . . . . . . . nato/a . . . . . . . . . il . . . . . . . . codice fiscale . . . . . . . . . . . . . . . . . . residente a . . . . . . . . . . . . . . . via . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . n. . . . . cap. . . . . . . . . . . .


  • CHIEDE LA MASSIMA RATEAZIONE

oppure

  • CHIEDE LA RATEAZIONE IN NUMERO . . . RATE

delle somme iscritte a ruolo, di cui alla/e cartella/e di pagamento n. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . notificata/e il . . . . . . . . per l’importo di euro . . . . . . . . . . . .

Il provvedimento viene richiesto in quanto attualmente le condizioni di reddito non consentono il pagamento delle somme richieste in unica soluzione. In particolare fa presente che:
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

 

Si allegano copie della/e cartella/e e la documentazione comprovante lo stato di momentanea difficoltà.

Luogo e data . . . . . . . . . . . Firma . . . . . . . . . . . . . . . ..”

®L’istanza deve essere inoltrata all’agente della riscossione che ha emesso la cartella, in carta semplice e corredata delle ragioni di temporanea difficoltà a far fronte al pagamento.

Se l’agente della riscossione emette il provvedimento di accoglimento della rateizzazione, il contribuente/debitore dovrà far fronte al piano di ammortamento che contiene le rate e la relativa scadenza.

 

Ciò che occorre sapere! Non è sufficiente la domanda di rateizzazione, solo l’ottenimento della rateizzazione SOSPENDE di fatto le procedure eventualmente avviate ed impedisce che se ne avviino di nuove!!! E’, quindi, importantissimo presentare il prima possibile l’istanza!!!

Pagate puntualmente le rate…

La procedura di rateizzazione si perfeziona mediante il pagamento della prima rata; se essa non viene pagata puntualmente, oppure se non vengono pagate successivamente due rate consecutive, il debitore dovrà pagare tutto l’importo dovuto in un’unica soluzione senza più poter richiedere rateizzazioni.

 

…Ma se la situazione economica peggiora ulteriormente??? Si può richiedere una proroga della rateizzazione per un periodo di 72 mesi se la situazione del contribuente/debitore peggiora ulteriormente.

 

IL MANCATO PAGAMENTO DELLA CARTELLA E LE SUE CONSEGUENZE!

Nel caso in cui la cartella esattoriale non venga pagata entro 60 giorni dalla notifica, l’agente della riscossione potrà porre in essere le seguenti procedure esecutive:

fermo amministrativo dell’auto;
iscrizione di ipoteca sulla casa;
espropriazione forzata – pignoramento e vendita coatta dei beni immobili e mobili del debitore e dei suoi coobbligati;
pignoramento presso terzi;
pignoramento del quinto dello stipendio.

 

Tutte le nostre risposte alle domane più frequenti sulle procedure esecutive!

 

Cos’è il fermo amministrativo?

 

Mediante il fermo amministrativo vengono riscossi coattivamente i debiti del contribuente con il blocco di un suo bene mobile come la moto o l’autovettura, in particolare mediante l’iscrizione del provvedimento al PRA. La moto o la macchina sottoposta a fermo non possono circolare e l’eventuale circolazione è sanzionata con la multa e con la confisca del mezzo.

Come avviene la cancellazione del fermo?

Occorre un provvedimento di revoca del fermo in favore del cittadino/contribuente che verrà emesso solo in caso di integrale pagamento delle somme dovute e delle spese di notifica; con il provvedimento di revoca ci si potrà recare al PRA per la cancellazione vera e propria.

 

Cos’è il pignoramento “esattoriale”?

E’ il primo passo che la pubblica amministrazione compie in relazione all’attività di riscossione. Ecco ciò che è pignorabile: le cose del debitore presso terzi; i crediti del debitore presso terzi; beni immobili e diritti reali immobiliari; i beni mobili presso il debitore.

 

…COSA POSSIAMO FARE SE TROVIAMO DEGLI ERRORI???…l’AUTOTUTELA!

In tutti i casi in cui sulla cartella vi e’ un errore palese quale

l’errore di persona;
l’errore logico o di calcolo;
doppia imposizione;
tributo gia’ pagato;
mancata considerazione di diritti a riduzioni

e’ consigliabile tentare di farsi annullare o correggere la cartella (a seconda dei casi) rivolgendosi in modo “amichevole” direttamente all’ente creditore, senza procedere -almeno in prima fase- con la procedura di contestazione formale.

 Cio’ tramite il cosiddetto istituto dell’AUTOTUTELA!!!

 

Occorre sapere che l’istanza di autotutela non sospende né il termine di pagamento né il termine per proporre il ricorso; pertanto, qualora non si ottenga una risposta occorre presentare il ricorso tempestivamente posto che l’ente che riceve la richiesta non è obbligato ad accogliere l’istanza. Quest’ultima, peraltro, potrà essere presentata anche nel caso di avvenuto pagamento e conterrà naturalmente la richiesta di rimborso: lo stesso verrà liquidato direttamente dal concessionario, per conto dell’ente creditore.

Nel caso di pagamento per errore di una cifra che supera l’importo richiesto, l’esattore è tenuto a notificare una comunicazione che deve riportare tutte le modalità di restituzione; le spese relative alla notifica saranno trattenute. Nel caso in cui il rimborso non venga ritirato nel termine di 3 mesi dalla notifica sopra descritta o, comunque, quando l’eccedenza non supera la somma di € 50,00, le somme eccedenti saranno riversate dall’agente della riscossione all’ente creditore oppure allo Stato fermo restando il diritto di richiedere il rimborso entro il termine di prescrizione.

 

Cosa si intende per autotutela?

®Il nostro modello!

“RICHIESTA DI RIESAME IN AUTOTUTELA

All’Ufficio…….. (indicare l’ufficio che ha emesso l’atto illegittimo o infondato. Per i tributi locali indicare l’ufficio tributi del Comune) Via…….. Cap…….citta’……..

OGGETTO: Richiesta di annullamento di atto illegittimo ai sensi dell’Art. 68 del DPR n.287/92, dell’Art.2 quater del DL n.564/94 convertito nella legge 656/94 e del DM n.37/97.

Il/La sottoscritto/a……………nato/a……………il……………C.F……………residente in……………Via…………….n……telefono……………telefax……………posta elettronica……………

PREMESSO

Che con ……………… (l’avviso, la cartella di pagamento, etc) n………del ……………………………. notificato/a il……………….. in relazione all’anno di imposta…………………………………relativo all’immobile sito in……………. Via ……………(solo per domande relativi a tributi locali come Tarsu, etc.) codesto Ufficio ha chiesto il pagamento di euro………………irrogando sanzioni per euro…………..

CONSIDERATO CHE

Tale provvedimento appare illegittimo perche’ (descrivere brevemente le motivazioni relative al proprio caso, specificando l’errore e i dati corretti)

DICHIARA

– di essere informato che, ai sensi e per gli effetti D.Lgs 196/2003, i dati personali raccolti saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la dichiarazione viene resa;

– di essere consapevole che in caso di dichiarazioni false si rendono applicabili le sanzioni civili e penali previste per legge.

CHIEDE A

codesto Ufficio, previa sospensione degli effetti dell’atto e riesame del provvedimento sopra indicato, di procedere al suo annullamento (o rettifica, specificare a seconda del caso).

Allega:

– copia dell’atto del quale si chiede l’annullamento;

– documentazione che comprovi l’illegittimita’ del documento (ricevute di pagamento, prove relative all’errore di persona, visure catastali, etc.etc.);

– copia del documento di identita’.

Luogo e data:……………………

Firma……………………………

NOTE: Esempi di motivazioni per cui e’ richiedibile l’annullamento o la rettifica degli atti:

* errore di persona;

* evidente errore logico o di calcolo;

* errore sul presupposto dell’imposta;

* doppia imposizione;

* mancata considerazione di pagamenti di imposta regolarmente eseguiti;

* mancanza di documentazione successivamente sanata (non oltre i termini di decadenza);

* sussistenza dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni o regimi agevolati, precedentemente negati;

* errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall’amministrazione. Per quanto riguarda i tributi locali:

* immobile/i dichiarato con estremi catastali diversi da quelli effettivi;

* errata indicazione della rendita catastale;

* immobile venduto in data……. con atto di rogito………

* erronea indicazione delle quote di possesso;

* mancata applicazione della detrazione per abitazione principale;

 

 

COME POSSIAMO RICORRERE AL GIUDICE?

 

®In quali casi si può contestare la cartella?

vizi formali propri o di notifica;
vizi di notifica dell’atto precedente.

In particolare, gli atti precedenti possono essere:

avvisi di liquidazione;
avvisi di pagamento;
avvisi di accertamento;
un verbale che irroga una sanzione amministrativa

®Il nostro consiglio: nel caso di sanzioni amministrative, occorre sempre verificare quali sono state le modalità di notifica; se, infatti, il debitore viene a conoscenza del suo debito solo mediante la cartella, con quest’ultima si può contestare anche il verbale stesso e cioè non solo le questioni di forma ma anche di merito.

 

Quando tempo ho e a chi posso ricorrere?

in caso di imposte sui redditi, imposta di registro, ipotecaria e catastale, imposta sulle successioni o donazioni, tasse automobilistiche, canone rai, tributi locali, etc, il termine di presentazione e’ di 60 giorni e ci si deve rivolgere al giudice tributario;
in caso di contributi previdenziali, il termine e’ di 40 giorni e ci si rivolge al giudice del lavoro.
in caso di sanzioni amministrative il termine e’ di 30 giorni e ci si rivolge al giudice ordinario competente per valore e per materia.

 

Tutto ciò che occorre sapere sulla giustizia tributaria!

Le Commissioni Tributarie sono organi giurisdizionali speciali che giudicano in relazione alle vertenze in materia tributaria; alle stesse il cittadino/contribuente può rivolgersi per ottenere l’annullamento o la modifica di un atto tributario.

La COMMISSIONE PROVINCIALE TRIBUTARIA e’ l’organo competente per tutte le controversie che hanno come oggetto i seguenti tributi:

i tributi locali (regionali, provinciali e comunali);
i contributi al Servizio Sanitario Nazionale;
le sovrimposte, le addizionali e le sanzioni amministrative irrogate da uffici finanziari, nonche’ gli interessi ed ogni altro accessorio;
le controversie riguardanti l’intestazione, la delimitazione, la figura, l’estensione, la ripartizione dell’estimo di una stessa particella;
le controversie concernenti la consistenza, il classamento delle singole unita’ immobiliari urbane e l’attribuzione della rendita catastale;
le controversie riguardanti il canone per lo scarico e la depurazione delle acque, il canone per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), il canone comunale sulla pubblicita’ e il diritto sulle pubbliche affissioni;
le controversie in materia di tasse automobilistiche;
le controversie in materia di TIA, la nuova “tariffa di igiene ambientale” relativa al servizio di smaltimento rifiuti;
le controversie in materia di CANONE RAI;
le controversie in materia di CONTRIBUTI DI BONIFICA

Come si svolge il procedimento?

Il ricorso va presentato alla Commissione competente entro 60 giorni dalla notifica dell’atto; nel caso tale termine non venga rispettato l’atto non e’ piu’ impugnabile!

 

Il ricorso dev’essere presentato direttamente alla controparte con le seguenti modalità:

spedizione dell’originale in bollo tramite raccomandata A/R senza busta;
consegna diretta dell’originale in bollo presso l’ufficio finanziario;
notifica tramite ufficiale giudiziario

 

Nel ricorso deve essere indicata la commissione tributaria cui lo stesso è diretto, il nome di colui che ricorre, l’ente locale od il concessionario verso cui è proposto, l’atto che si impugna e la domanda, le proprie ragioni e la sottoscrizione del contribuente/ricorrente.

Occorre ricordarsi di indicare tutto quanto, in caso contrario il ricorso verrà dichiarato inammissibile!

 

Come ci si costituisce in giudizio?

Il ricorrente deve costituirsi in giudizio entro 30 giorni dalla proposizione del ricorso mediante il deposito presso la commissione competente della modulistica relativa all’iscrizione a ruolo insieme ad uno dei seguenti atti:

l’originale del ricorso notificato dall’ufficiale giudiziario;
copia del ricorso consegnato direttamente, o spedito per posta;
l’originale o la fotocopia dell’atto impugnato, se notificato, e gli altri documenti utili che si vogliono produrre a sostegno delle proprie ragioni.

®Tutta questa documentazione costituisce il fascicolo del ricorrente.

Nel caso in cui dall’atto impugnato possa derivare al ricorrente un danno grave ed irreparabile, lo stesso può richiedere un’istanza di sospensione motivata con le proprie ragioni.

 

Come avviene la trattazione della controversia?

La segreteria della commissione provvede a comunicare alle parti la data dell’udienza.

Fino a 20 giorni prima dell’udienza le parti possono depositare documenti, e fino a 10 giorni possono presentare memorie illustrative.

Solitamente la controversia e’ trattata in camera di consiglio, senza la presenza delle parti.

Dopo la discussione in pubblica udienza o in camera di consiglio il collegio giudicante delibera la sentenza che deve contenere:

l’indicazione della composizione del collegio, delle parti e dei loro difensori;
lo svolgimento del processo;
le ragioni e richieste delle parti;
i motivi in fatto e diritto;
il dispositivo;
la data della deliberazione;
la sottoscrizione del presidente e dell’estensore.

La sentenza viene resa pubblica mediante deposito del testo integrale in segreteria (entro 30 giorni), con la sottoscrizione del segretario. Il dispositivo della sentenza viene comunicato alle parti entro 10 giorni dal deposito.

Come possiamo impugnare la sentenza?

Se si tratta di vizi di legittimità®possiamo ricorrere presso la corte di cassazione;
nei casi di dolo, pronuncia in base a prove false, ritrovamento di documenti decisivi prima non prodotti®possiamo impugnare la sentenza per revocazione.

 

Ciò che occorre sapere!

Quando si tratta di proporre un’opposizione alla cartella che segue un verbale per multa al codice della strada si possono individuare tre casi:

a) opposizione per questioni che riguardano il verbale: occorre presentare un ricorso presso il giudice di pace del luogo ove e’ avvenuta l’infrazione.

 

b) opposizione che riguarda l’avvenuta estinzione del verbale (ad esempio verbale pagato nei termini o morte del soggetto multato): e’ consigliabile tentare di ottenere uno sgravio della cartella attraverso un tentativo “amichevole”, l’autotutela; in alternativa occorrerà rivolgersi al giudice di pace.
c) opposizione per tutti i casi diversi dai precedenti (ovvero contro vizi formali o di notifica della cartella): occorre rivolgersi al giudice del luogo dell’esecuzione.

 

Ma qual è l’organo contro cui fare ricorso?

Occorre scegliere in base alle motivazioni per cui si contesta:

un vizio di notifica o di forma® ricorso contro il concessionario;
un errore sulla somma dovuta ®si ricorre contro l’ente creditore.

Quando si prescrive la cartella?

®Il termine segue quello del tributo riscosso!

®Qui di seguito un elenco utile!

Multe al codice della strada e sanzioni amministrative in genere: il termine di prescrizione e’ di cinque anni dalla data dell’infrazione.
Tributi locali (Tarsu, Tia, Tosap, Imposta comunale sulla pubblicita’ e diritto pubbliche affissioni): cinque anni
Canone RAI: 10 anni dalla scadenza.

Qui di seguito vi forniamo tutti i nostri consigli per cartelle del fisco su dichiarazione dei redditi!

L’Agenzia delle Entrate effettua tre tipi di controlli:

Controllo automatico (sulla base dei dati desumibili dalle dichiarazioni stesse);
Controllo formale (riscontro tra i dati dichiarati e i documenti comprovanti le spese portate in detrazione e/o deduzione dai contribuenti o per accertare che corrispondano a quelli indicati in dichiarazioni presentate da altri soggetti (ente previdenziale ad esempio) attraverso controlli incrociati);
Attività di accertamento: viene effettuata per controlli sostanziali su un campione di dichiarazioni (in genere di lavoratori autonomi e imprenditori) per scoprire eventuali redditi non dichiarati in tutto o in parte.

Se durante i controlli automatici o formali non vengono rilevati errori, il contribuente riceve una comunicazione di regolarità per la dichiarazione che ha presentato.

 

Primo passo: avviso bonario: il fisco comunica l’irregolarità che è emersa dal controllo (per esempio un’imposta versata in modo incompleto) e chiede il pagamento di una sanzione ridotta (10% anziché 30%). In tal caso se il consumatore riconosce l’errore dell’avviso bonario può regolarizzare la sua posizione con il pagamento di una sanzione ridotta (1/3 dell’ordinaria in caso di controllo automatico; 2/3 in caso di controllo formale), oltre all’imposta che non si è versata con interessi.

Il pagamento dovrà avvenire entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione e può essere

effettuato in banca, all’ufficio postale o allo sportello del concessionario per la riscossione, utilizzando il modello F24 precompilato allegato alla comunicazione.

Succede spesso, però, che il fisco sbaglia. In tal caso ci si deve rivolgere all’Agenzia delle Entrate, fornendo gli elementi che provano la correttezza di quanto si è dichiarato. L’ufficio può annullare o anche rettificare parzialmente la comunicazione.

 

Secondo passo, la cartella esattoriale! Se il contribuente non risponde alla comunicazione d’ufficio o se, nonostante le sue ragioni, l’irregolarità viene riconfermata e non sanata, si avvia la procedura di riscossione attraverso la cartella esattoriale. La procedura parte con l’iscrizione al ruolo delle somme dovute. Il ruolo è l’elenco dei contribuenti che hanno dei debiti nel confronti dell’Amministrazione finanziaria.  Una volta che il debito finisce in questo elenco, passa nelle mani dei concessionari addetti alla riscossione.

I concessionari attivano, così, le procedure di riscossione per il recupero del credito: come prima cosa inviano la cartella esattoriale, che contiene la descrizione del debito, le istruzioni per il pagamento, l’invito a pagare entro 60 giorni e le indicazioni per proporre eventuali ricorsi. Se il Fisco ha ragione vanno pagate, ma spesso sono cartelle pazze per cose non dovute; in tal caso vanno contestate.

®Due le strade possibili:

presentare istanza di autotutela  (cioè richiedere l’annullamento) agli Uffici dell’Ente impositore
che ha emesso il ruolo; se l’ufficio riscontra effettivamente un errore, effettua il cosiddetto “sgravio” e cioè annulla la cartella, interrompe le procedure di riscossione e lo comunica al concessionario.
ricorrere alla Commissione tributaria provinciale

 

Terzo passo, la riscossione coattiva. È il passaggio successivo all’emissione della cartella di pagamento: se non si è  versato quanto dovuto entro i termini, il concessionario può adottare le misure che ritiene più opportune per recuperare il credito:

Ipoteca sui beni immobili ed il passo successivo è il pignoramento, cioè la vendita all’asta dell’immobile.
Il fermo amministrativo: è il più famoso provvedimento fiscale conosciuto come “ganasce fiscali”: il concessionario della riscossione (passati 60 giorni dalla notifica della cartella) può disporre il fermo amministrativo sui veicoli di proprietà dei debitori.
L’espropriazione forzata di beni mobili: il procedimento di espropriazione forzata varia a seconda si tratti di espropriazione di beni mobili che si trovano dal contribuente (nella sua abitazione) o da terzi (per esempio, il quinto dello stipendio mensile) o di beni registrati (per esempio l’automobile).

 

Tutte le ultime novità!

®Dal mese di luglio 2011 sono entrate definitivamente in vigore due importanti norme a carattere fiscale che hanno introdotto numerose novità in tema di attività di riscossione da parte della pubblica amministrazione.

Qui di seguito un elenco semplificato:

– avviso scritto per preannunciare l’iscrizione di ipoteca, con invito al pagamento del debito entro 30 giorni;

– nuovi limiti di importo per l’iscrizione di ipoteca e per l’espropriazione

– in caso di cancellazione del fermo amminsitartivo, il debitore non dovrà sostenere alcuna spesa;

– possibilita’ di “sanare” le controversie con l’agenzia delle entrate mediante la corresponsione di una somma forfettaria se l’importo non è superiore ad € 2.000,00 o una percentuale del valore se l’importo è tra gli € 2.000,00 e 20.000,00;

– dal 31/12/2012 (non piu’ dal 1/1/2012) i comuni non potranno affidarsi ad Equitalia per la riscossione dei propri crediti ma procedere autonomamente mediante l’ingiunzione fiscale;

– dal 1/4/2012 sussiste l’obbligo del tentativo di “conciliazione” prima dell’eventuale ricorso alla commissione tributaria.

 

 

 

 

 

LA BATTAGLIA DEL CODACONS CONTRO GLI INTERESSI DI MAGGIORAZIONE!!!

Negli ultimi anni, numerosi cittadini del capoluogo lombardo e città limitrofe sono stati bersagliati dal fenomeno delle c.d. “cartelle pazze”, ovvero dallo scandalo che ha prodotto nella cittadinanza milanese l’invio di ben 120.000 cartelle esattoriali relative a multe per violazioni al Codice della Strada le quali risultavano poco chiare nell’indicazione degli importi richiesti, soprattutto in relazione alle voci indicate nelle suddette cartelle a titolo di sanzione ed interessi applicati.

Nonostante le numerose proteste, registrate anche sui media a rilevanza nazionale, pare rilevare come, allo stato attuale, la situazione non sia migliorata.

Infatti, risultano numerose segnalazioni di cittadini che si sono visti notificare, per mezzo dell’Agente della Riscossione Equitalia Esatri S.p.a. in nome e per conto dell’Ente Comune di Milano, cartelle esattoriali relative a sanzioni per infrazioni al Codice della Strada, composte dalle seguenti voci:

importo relativo alla sanzione prevista per la norma violata, recupero spese ex L. 689/81 e  maggiorazioni ex art. 27 L. 689/81; destinatario di tali voci è l’Ente creditore, nella specie il Comune di Milano, soggetto che forma il ruolo poi trasmesso a Equitalia Esatri, che forma la cartella notificata, costituente un estratto del ruolo;
diritti di notifica e compensi di riscossione (questi ultimi pari al 4,65% dell’importo iscritto a ruolo, ex art. 17 D.Lgs. 112/99): destinatario, in questo caso, è l’Ente esattore, ovvero Equitalia Esatri S.p.a..

Ciò che pone dubbi di legittimità è l’imputazione delle somme di cui, letteralmente, a “maggiorazioni ex art. 27 L. 689/81” le quali, a parere del Codacons, appaiono illegittime, antigiuridiche ed eccessivamente onerose (corrispondono quasi alla metà dell’importo della sanzione), per molteplici aspetti.

In particolare, nelle cartelle esattoriali esaminate, notificate attualmente da Equitalia Esatri su incarico del Comune di Milano, oltre alla sanzione comminata per violazione delle norme del Codice della Strada, già aumentata nella misura pari alla metà del massimo edittale ex art. 203 C.d.S. (quindi già sanzionata), vengono applicate le sopra descritte maggiorazioni ex art. 27 L. 689/81, che, invece, andrebbero adottate solo in caso di ordinanza di ingiunzione prefettizia.

Appare, pertanto, illegittimo che dalla notifica di un verbale di accertamento di un’infrazione, che non contiene l’effettiva somma che dovrà essere iscritta a ruolo, già sanzionato, in caso di mancato pagamento nei termini con una maggiorazione ex art. 203 C.d.S. (pari alla metà del massimo edittale previsto), si possa aggiungere l’applicazione degli interessi del 10% per ogni semestre di ritardo nel pagamento ex art. 27 della l. n. 689/81, considerando che in nessun punto della citata norma del Codice della Strada tali maggiorazioni sono previste.

In secondo luogo, l’applicazione di una maggiorazione del 20% annuo della somma dovuta a titolo di sanzione amministrativa costruisce una sanzione sulla sanzione e ciò in violazione del principio ex art 27 della legge n. 689/81 come espresso dalla sentenza del Giudice di Pace n. 7674/05: “…si osserva che il mancato pagamento della sanzione entro i sessanta giorni dalla notifica è praticamente già sanzionato dal raddoppio della sanzione stessa. Quindi applicando le maggiorazioni di cui alla legge 689/81 art. 27, in contrasto con quanto sancito dalla Corte Costituzionale in relazione ad altre entrate della Pubblica Amministrazione (ad esempio in tema di imposte dirette) si perverrebbe sostanzialmente e praticamente all’applicazione di una sanzione sulla sanzione”.

Si rammenta che la Suprema Corte si è espressa affermando che “alle sanzioni, come nella specie stradali, si applica l’art. 203 C.d.S., comma 3, che, in deroga alla L. 689/81, art. 27, in caso di ritardo nel pagamento della sanzione irrogata nell’ordinanza – ingiunzione, prevede, l’iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10%, aumenti, pertanto, correttamente non ritenuti applicabili dal Giudice di Pace…(Cass. Civ., sez. II, 16.02.2007 n. 3701).

Un ulteriore aspetto denunciato dal Codacons concerne il ritardo con cui l’Amministrazione Comunale procede con la riscossione delle multe al Codice della Strada. Ci si trova, infatti, di fronte ad una normativa che non fissa un termine preciso e perentorio entro cui l’Ente Creditore debba procedere con la trasmissione del ruolo a Equitalia Esatri.

Accade così che, sovente, l’Amministrazione Comunale procede con l’iscrizione al ruolo immediatamente prima dello spirare del termine quinquennale previsto, con considerevole aumento delle somme richieste a titolo di maggiorazione (20% per ogni anno) e che diversi comuni iscrivano a ruolo i propri crediti in termini diversi con notevole disparità di trattamento nei confronti dei cittadini- trasgressori in violazione di quanto previsto e stabilito dall’art. 3 della Costituzione: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Tutto ciò riverbera i propri effetti negativi sulla finalità di buon andamento ed imparzialità  della Pubblica Amministrazione ex art. 97 Cost. che impone ad ogni Pubblico Ufficio – nella specie il Comune di Milano – di organizzarsi in modo che siano garantite l’imparzialità ed il buon andamento dell’Amministrazione, nonché con l’obbligo del creditore di comportarsi secondo le regole della correttezza ex art. 1175 c.c..

Anche tale aspetto è stato oggetto di molteplici pronunce che hanno denunciato quale illegittimo il comportamento sopra descritto dell’Ente Comunale che porterebbe gravare, economicamente, sul cittadino le inefficienze della Pubblica Amministrazione (cfr sentenza n. 7674/2005 Giudice di Pace di Milano; sentenza n 21.12.2007 Giudice di Pace di Roma).

E’ evidente, quindi, la necessità di un provvedimento che imponga all’Amministrazione Comunale un termine perentorio per procedere con la formazione ed iscrizione del ruolo, in modo che vengano garantite l’imparzialità ed il buon andamento della Pubblica Amministrazione, principi garantiti dalla Carta Costituzionale.

La Pubblica Amministrazione acquisisce, quindi, ad avviso del Codacons, in modo illecito, risorse economiche enormi a danno di cittadini ed utenti che si trovano obbligati ad adempiere ad una prassi illecita che, se non rispettata, li vedrebbe subire l’ulteriore sanzione del fermo amministrativo dell’auto e del pignoramento immobiliare.

E’ facile rilevare come il Comune di Milano abbia perseverato nelle richieste illecite di somme non dovute seppur ci siano state condanne nei confronti dell’Ente proprio a tale titolo: pertanto, il Comune di Milano agisce nella piena consapevolezza, coscienza e volontà di commettere un comportamento illegittimo.

Il Codacons ha, quindi, diffidato il Comune di Milano, in persona del Sindaco pro tempore, ai sensi dell’art. 140 del D.Lgs. n. 206/2005, a far cessare gli effetti lesivi dei diritti e degli interessi costituzionalmente garantiti dei cittadini, nella specie omettendo di applicare, del tutto erroneamente ed illegittimamente, alle sanzioni relative a violazioni del Codice della Strada, aventi ad oggetto un verbale di contestazione non pagato nel termine ex artt. 200 e 201 C.d.S., già sanzionato, ex art. 203 comma 3 del C.d.S. in misura pari alla metà del massimo edittale previsto dalla norma infranta, le maggiorazioni previste ex art. 27 L. 689/81, in quanto queste ultime sono applicabili esclusivamente ad ordinanza – ingiunzione comminata dal Prefetto. Per l’effetto, il Codacons ha chiesto al Comune di annullare le maggiorazioni pari al 10% semestrale applicate ai sensi dell’art. 27 L. 689/81 ai verbali notificati ex artt. 200 e 201 C.d.S, il cui pagamento è stato richiesto attraverso la notifica della cartella esattoriale.

In secondo luogo, ha diffidato il suddetto Comune di Milano ad intervenire con l’emanazione di un provvedimento che preveda l’introduzione di un termine perentorio entro cui l’Ente Comunale proceda con la formazione ed iscrizione del ruolo da trasmettere per le formalità di notifica all’Ente Esattore, al fine di garantire i principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione, costituzionalmente garantiti, ed evitare così di far gravare sul cittadino l’inefficienza della Pubblica Amministrazione.