DICIANNOVENNE SI TUFFA NEL LAGO E SCOMPARE

IL DECALOGO DELLE REGOLE DI SICUREZZA DEI BAGNANTI

IL CODACONS CHIEDE ALLE AUTORITA’ DI BACINO LACUALE BRESCIANE LA NOMINA DI UN RESPONSABILE DELLA SORVEGLIANZA DEI PUNTI PIU’ PERICOLOSI E CONTROLLI COSTANTI DELLE ZONE A RISCHIO

 

Nella giornata di giovedì pomeriggio, intorno alle ore 16:00, un diciannovenne si è tuffato dalle “piramidi” di Castro nel Lago d’Iseo. Un tuffo di estrema pericolosità, considerato che le altezze variano dai 7 ai 14 metri. Gli amici lo hanno visto entrare in acqua e poi riemergere in grave difficoltà nel disperato tentativo di aggrapparsi alle rocce, ma senza riuscirci. Poi è tornato sott’acqua sparendo da allora alla vista di tutti.

Una scena agghiacciante che sottolinea la pericolosità della balneazione e che riporta all’attenzione comune la necessità del rispetto del decalogo delle 10 regole di balneazione:

– valutare le capacità natatorie in relazione alle condizioni climatiche (onde, vento), alle correnti e alle altezze (in caso di tuffo;

– mai avventurarsi da soli lontano dalla riva;

– prestare attenzione all’escursione termica all’ingresso in acqua;

– non entrare in acqua se non in perfette condizioni di salute;

– attendere tre ore dai pasti;

– non forzare le proprie prestazioni fisiche;

– non tuffarsi da mezzi di navigazione sia fermi che in movimento;

– non avventurarsi in apnee e prestare attenzione all’iperventilazione;

– non arrampicarsi sulle scogliere;

– nuotare nelle apposite aree riservate ai bagnanti (se vi sono) e in ogni caso mantenersi a distanza di sicurezza dai natanti

Il Codacons, per garantire la sicurezza nei mesi estivi, chiede alle Autorità di Bacino Lacuale Bresciane la nomina di responsabili adibiti alla specifica sorveglianza dei punti pericolosi e l’aumento dei cartelli di segnale di pericolo nei punti in cui si sono verificati sinistri: “Ogni bacino idrico può nascondere un pericolo se sottovalutato. La stagione estiva e la vacanza non sono una scusa per dimeticare le regole di sicurezza. E’ opportuno nominare un responsabile comunale addetto alla sorveglianza dei punti più pericolosi per i bagnanti e aumentare la cartellonistica richiamante i pericoli, soprattutto nelle zone in cui si sono verificati in precedenza sinistri”.