Banche

Forniamo assistenza in merito a problematiche bancarie relative a finanziamenti, mutui, conti correnti, carte di pagamento e tutto quanto relativo ai servizi offerti dagli istituti di credito.

In relazione ai mutui forniamo un servizio di controllo del tasso, per verificare se lo stesso sia affetto da usura, per poi fornire una consulenza giuridica sulle possibilità o meno di effettuare un’azione legale nei confronti della banca.

Forniamo un servizio anche per il calcolo degli addebiti illegittimi che gli Istituti Finanziari potrebbero avere praticato sui conti correnti e sugli altri strumenti finanziari rotativi (conti anticipo, factoring, credito revolving), per poi, anche in questo caso, fornire una consulenza giuridica sulle possibilità o meno di effettuare un’azione legale nei confronti dell’istituto.

Verifichiamo anche il conto corrente, rilevando se su di esso ci sia usura o anatocismo, per poi, come sempre, fornire una consulenza giuridica sulle possibilità o meno di effettuare un’azione legale nei confronti dell’istituto.

Verifichiamo inoltre se vi sia la presenza di irregolarità vessatorie in tutti i contratti finanziari destinati ai consumatori, quali: prestito personale, prestito finalizzato all’acquisto rateale, cessione del quinto dello stipendio, cessione del quinto della pensione, delegazione di pagamento, analisi che, come le altre, viene fatta seguire dalla nostra consulenza giuridica.

Le nostre consulenze personalizzate riguardano anche la vendita a consumatori, da parte degli istituti di credito, di prodotti finanziari a rischio, come avvenuto in passato per le obbligazioni Parmalat o Cirio e per i titoli di stato della repubblica Argentina, pratica purtroppo mai passata di moda ed oggi tornata alla ribalta con il “caso banca Etruria”.

MUTUI E CARTE DI CREDITO…CONSIGLI UTILI PER IMPARARE A CONOSCERE MEGLIO QUESTI SCONOSCIUTI..

Mutuo,  secondo il codice civile è “il contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili e l’altro si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie”. Si tratta di ciò che comunemente viene definito ed è meglio conosciuto come prestito.

Avete deciso di acquistare la casa dei vostri sogni, la villetta, l’appartamento, il monolocale per vostro figlio ma.. in primo luogo dovete valutare se potete permettervi di acquistare la casa.

Le principali considerazioni da fare sono essenzialmente le seguenti:

  • non investite tutti i vostri risparmi in tale progetto: è sempre meglio lasciare “riposare “ una certa somma in caso di imprevisti…
  • il mutuo che generalmente la banca concede è pari all’ 80% del valore dell’immobile da acquistarsi (solo il 7% dei mutui supera tale percentuale). La banca non concede (almeno senza ulteriori garanzie come fideiussione di un terzo, cioè qualcuno che prometta che, in caso di mancato pagamento del debitore principale, sarà egli stesso a provvedere al pagamento) prestiti per un importo pari al valore del bene, ma sempre per un valore inferiore (deve, oltre tutto, tenere conto degli interessi);
  • il rapporto tra la rata ed reddito famigliare non dovrebbe essere superiore al 30 % (le banche legano il reddito alla rata e non il reddito al mutuo);
  • sappiate inoltre che ciò che la banca valuta sempre è: l’età di chi richiede il mutuo e la stabilità lavorativa di cui il richiedente il mutuo gode.

Scelta del tasso

Non decidete facendo previsioni di politica monetaria internazionale, primo perché non siete esperti, secondo perché nell’arco di 20 anni succede tutto ed il contrario di tutto… decidete rispetto alla vostra condizione personale.

Bisogna tener presente che non esiste un’ opzione consigliabile per tutti come la migliore, dipende dalle vostre condizioni.

Le possibilità sono:

  • tasso fisso: oggi è più caro, ma vi dà sicurezza per il futuro..
  • tasso variabile: solitamente la regola è dire “SI” se potete sostenere un aumento della rata del 30%. Ma in questo caso sarebbe auspicabile che la rata iniziale non superi il 23% del reddito, in modo che anche con un aumento del 30% possiate restare sotto la soglia del 30% del reddito famigliare;
  • tasso variabile con cap, ossia con un tetto massimo sul tasso –in genere l’espressione più utilizzata è “clausola cap” (ha uno spread maggiore del variabile tradizionale) -cap dall’inglese capped (cap in inglese è tappo e capped con il coperchio)-.

Solitamente c’è anche un floor/pavimento, ossia una base sotto la quale il tasso non può scendere. Il vantaggio è che conoscete prima la rata massima, lo svantaggio è che lo spread è maggiore e polizze assicurative più onerose.

Si tratta di una soluzione intermedia tra le due precedenti.

  • tasso misto (prima fisso e poi variabile, o viceversa): attualmente meglio avere un tasso variabile ora e fisso poi. Attenzione però: difficilmente potrete decidere voi quando passare dall’uno all’altro. Di solito la banca prevede solo poche occasioni di cambio del tasso e a date predefinite da essa stessa;
  • rata fissa: è un mutuo a tasso variabile con rata fissa. L’aumento del tasso determina un aumento della durata di ammortamento. Dà sicurezza come tasso fisso, ma attenti perché il mutuo diventa più oneroso nel corso degli anni.

Indicatori di costo: ISC e TAEG

Il costo complessivo di un’operazione di finanziamento è influenzato da diversi parametri, e quindi è di norma superiore rispetto al mero tasso d’interesse richiesto dal soggetto finanziatore, e cioè il Tasso Annuo Nominale (TAN).

Per consentire ai clienti una più rapida e agevole comparabilità del costo complessivo di diverse operazioni di finanziamento, deve essere comunicato alla clientela un indicatore di costo (ISC o TAEG) delle operazioni stesse.

Le categorie di operazioni per le quali deve essere riportato l’ISC (Indicatore Sintetico di Costo) sono:

1) mutui;

2) anticipazioni bancarie (escluse quelle regolate in conto corrente);

3) altri finanziamenti (ad esempio: prestiti personali e finalizzati). Per le operazioni di credito al consumo, il parametro di riferimento individuato dalla legge è invece il TAEG (Tasso Annuale Effettivo Globale). Le modalità di calcolo sono analoghe per i due indicatori.

Nella formula di calcolo dell’ISC e del TAEG rientrano parametri ulteriori rispetto al solo rimborso del capitale e degli interessi. Ad esempio, oltre agli oneri relativi al rimborso del capitale, sono presi in considerazione quelli relativi a:

  • spese d’istruttoria;
  • spese di revisione del finanziamento;
  • spese d’apertura e chiusura della pratica di credito;
  • spese di riscossione dei rimborsi e d’incasso delle rate (se previste contrattualmente);
  • spese di assicurazione o garanzia, imposte dal creditore intese ad assicurare il rimborso totale o parziale del credito;
  • costo dell’attività di mediazione svolta da un terzo (se necessaria per l’ottenimento del credito);

7) ogni altra spesa, contrattualmente prevista, connessa con l’operazione di finanziamento. La normativa consente in ogni caso alcuni spazi di discrezionalità nel calcolo degli indicatori di costo. Ad esempio, le spese assicurative, se facoltative, e non imposte quindi dal creditore, possono essere escluse dal calcolo dell’ISC e del TAEG.

L’ISC e il TAEG devono essere inseriti nel contratto e nel documento di sintesi che devono essere consegnati al cliente. Gli indicatori, espressi in percentuale sull’ammontare del prestito concesso, vanno indicati in relazione alla durata del finanziamento e alla diversa periodicità delle rate di rimborso del finanziamento.

Modello ESIS

Avete mai sentito parlare di Modello Esis? (Prospetto informativo standardizzato europeo – European Standardised information sheet-)

Esso contiene:

  • piano di ammortamento;
  • Isc (Indice sintetico di costo) o Taeg (tasso annuo effettivo globale): è l’indicatore del costo reale del mutuo, che tiene conto di tutte le spese
  • Tan
  • Spese istruttoria (che in genere si aggirano tra 150,00 e  250,00 euro
  • Spese perizia;
  • Spese assicurazione incendio;

 

Occhio alle fregature…

Si parla spesso di “fregature delle banche”..quei “piccoli” imbrogli di cui spesso siete vittime perché non essendo esperti non riuscite a riconoscerli subito e ad evitarli. Ecco a cosa dovete stare attenti ed a cosa potete andare incontro quando vi troverete ad avere a che fare con le banche:

  • tasso il giorno della stipula e non del preventivo;
  • incasso rata (da 1 a 1,75, ossia 21 euro);
  • certificato interessi passivi non gratuito;
  • costi del conto corrente;
  • assicurazione vita;
  • polizza casa alta: non permettono di agganciarvi a quella del condominio;
  • tasso d’ingresso sostituito a regime da uno più alto;
  • ritardato pagamento;
  • permesso per ristrutturare o affittare;
  • estinzione solo dopo il pagamento prima rata;
  • chiedete sempre all’amministratore del condominio se sono state pagate le spese condominiali;
  • chiedete al comune se ci sono condoni in corso e se la casa è in regola.

Tasso da pagare: indice di riferimento + spread (scarto, differenza)

– Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso di riferimento per il calcolo del tasso variabile.

Si tratta della media dei tassi applicati alla banche europee tra di loro per lo scambio del denaro, monitorato e pubblicato dalla BCE (Banca Centrale Europea) a 1 mese, 3, 6, 12 su 360 o 365 giorni, un giorno preciso o sulla media del mese precedente.

 

  • Eurirs (Euro Interest Rate Swap) o Irs è una delle due componenti del tasso di interesse del mutuo a tasso fisso.

Cosa fare se, invece, non state per chiedere un mutuo alla banca poiché l’avevate già richiesto e lo state pagando ma..non vi vanno più bene le condizioni?

  • Surrogare, ossia sostituire il mutuo (portabilità del mutuo): l’ importo deve essere pari al debito residuo del mutuo originario; la legge vieta spese bancarie ossia di chiusura del contratto (per la banca surrogata) e di apertura della pratica per la banca surrogante (istruttoria, commissioni). Per quanto invece concerne i costi accessori (quali quelli da sostenere per il perito o il notaio, essi dipendono dalla banca. Sappiate che avete la possibilità di cambiare la durata ed il tasso del vostro mutuo.
  • Sostituire: è l’operazione più cara, ma l’unica che consente di aumentare l’importo prestito, ossia che consente mutuo + liquidità per accorpare i debiti.

L’estinzione anticipata non ha costo alcuno a partire dal 1 febbraio 2007, ma ha invece un costo procedere con una nuova stipula (quasi 3000 euro).

Surrogare conviene se lo spread è di 1,5, ossia alto, poco conveniente se si è già saldato un terzo del capitale.

Non procedete con la sostituzione se avete già versato la metà della somma presa in prestito (meno rate sono da pagare più la maggior parte degli interessi è già stata restituita e non conviene pagare).

  • Sospensione delle rate – Piano famiglie dell’Abi

 

 

CONSIGLI UTILI DEL CODACONS PER CHI DEVE RICHIEDERE UN MUTUO

 

  • Modello Esis (European Standardised Information Sheet), ossia Prospetto informativo standardizzato europeo.

Fatevelo assolutamente dare, è un modello fondamentale per confrontare le diverse offerte delle banche. Contiene tutto: tasso di interesse (Taeg, Tan), piano di ammortamento, spese di assicurazioni, spese di istruttoria e di perizia, frequenza delle rate.

Attenzione! Il modulo non obbliga le banche a concedere il mutuo, ma solo ad offrirlo;  se poi lo concederanno, dovranno farlo a quelle condizioni

  • Controllate il TAEG (detto anche ISC – Indice sintetico di costo).

E’ il costo reale del mutuo. Non dimenticate che la legge obbliga i soggetti che esercitano il credito al consumo a riportare sul contratto il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), cioè il tasso effettivo (comprensivo di commissioni, spese, ed accessori finanziari) applicato al prestito erogato.

Non confondete il TAEG, che indica il reale costo del prestito, con il TAN (Tasso Annuo Nominale) che non tiene conto delle spese.

Attenzione! Non sempre tutte le voci vengono inserite nel calcolo del Taeg, ad esempio le spese notarili e di perizia  non sono inserite se al cliente viene lasciata la possibilità di scegliere un proprio notaio o perito.

  • Mutuo a tasso variabile o fisso?

Nel corso di 10 anni, o peggio 20 o 30, è difficile fare previsioni, spesso si alternano fasi di crescita dei tassi a fasi di abbassamento.

La cosa migliore, quindi, se non siete esperti di politica monetaria internazionale è che facciate i conti con la vostra situazione economica. Siete in grado di far fronte ad un aumento della rata anche fino al 30% rispetto al valore attuale? Se si allora potete scommettere sull’andamento dei tassi, altrimenti meglio restare su un tasso fisso!

 

Evitate che la rata o la somma delle rate da pagare superi il 30% delle vostre entrate mensili. Rischiate di non essere in grado di far fronte ai pagamenti. Peraltro anche le banche, nel concedere il mutuo, calcolano la soglia del 30% dello stipendio mensile. Le banche, infatti, nel concedervi il mutuo, non legano il mutuo al reddito, ma la rata al reddito.

Inoltre, state attenti ai debiti precedenti. Non potete fare l’ennesimo prestito. Rischiate di non riuscire più a fare fronte ai pagamenti.

 

  • Concessione del mutuo.

Sarà difficile ottenere un mutuo che superi l’80% del valore dell’immobile.

Altri fattori considerati dalle banche possono essere: garanzie integrative, come un altro immobile su cui iscrivere ipoteca, titoli di stato da mettere a pegno, età del richiedente, stabilità del lavoro, esistenza di altri debiti in corso, l’appoggio di garanti (i cosiddetti fidejussori).

  • Attenti alle insidie.

Le trappole possono essere molte. Le banche vi rendono noto un tasso d’ingresso, ma che poi viene sostituito da un tasso a regime più alto oppure vi chiedono assicurazioni integrative oltre a quella incendio (solitamente obbligatoria) come l’assicurazione morte o infortuni.

E se pagate in ritardo una rata? Attenti agli interessi di mora, talvolta veramente capestro. Inoltre, talvolta, vi è il divieto di affittare la casa, l’imposizione della scelta del notaio da parte della banca, la necessità di richiedere il permesso alla banca per ristrutturare la casa.

 

  • Euribor.

E’ l’indice di riferimento sulla base dei quali variano i vostri tassi, più sale e peggio è.

Si tratta di un tasso interbancario ed è utilizzato come parametro di riferimento per i mutui ipotecari a tasso variabile.

L’Irs (o Eurirs) è il tasso sulla base del quale si calcola il mutuo a tasso fisso.

 

IL COSÌDDETTO CREDITO AL CONSUMO

Sono migliaia i cittadini truffati ogni anno da società finanziarie senza scrupoli che pubblicizzano sui mass media prestiti vantaggiosi con bassi tassi di interesse erogabili in 24-48 ore. Questi allettanti messaggi pubblicitari, soprattutto rivolti a quei consumatori che non hanno accesso al credito bancario, ma anche a piccole e medie imprese che vogliono risolvere temporanee esigenze di liquidità, promettono di erogare anche a “protestati” 10-15 mila euro entro 48 ore. Ma i contratti sottoscritti che rinviano a minuscole clausole, oltre a prevedere commissioni di anticipo del 5-7 per cento della somma richiesta da pagare subito, esonerano le società ad un adempimento fondamentale: la concessione del credito. I consumatori aspettano per mesi di ricevere finanziamenti che non riusciranno mai ad avere, mentre hanno pagato, in contanti 500,00-1.000,00 € a fondo perduto. Anche per la concessione dei mutui alcune società finanziarie richiedono commissioni di anticipo, da pagare preferibilmente in contanti, mascherandosi dietro il diniego della banca che, riservandosi a suo insindacabile giudizio la concessione del mutuo, finirà per non erogarlo mai.

Un altro problema è il mancato rispetto delle leggi sulla trasparenza bancaria. Difficilmente nei locali aperti al pubblico delle finanziarie sono esposte le condizioni praticate. Anzi, per forzare il consumatore nella scelta, forniscono informazioni solo alle persone già munite dei documenti necessari (buste paga, modello Cud, stato di famiglia ….), in modo da cercare di strappare subito una firma, senza che il malcapitato possa rifletterci sopra. Il TAEG è sottaciuto.

Sono in continuo aumento le società in stato di insolvenza che falliscono prima di averti consegnato il bene o il servizio acquistato. Il risultato è che il cittadino non riceve nulla, ma in compenso la finanziaria pretende il pagamento. Il giochino è il seguente. Acquisti un mobile (caso diffusissimo) o un elettrodomestico e ti offrono 30 comode rate mensili. Taeg zero o per dirla con i loro slogan: “zero anticipo, zero interessi”. La pubblicità di solito è: “comprate oggi e pagate in comode rate mensili”. Meglio di così…. Perché pagare subito quello che puoi pagare dopo? Così sottoscrivi il contratto con la finanziaria: è il cosiddetto credito al consumo. Poi però scopri che la merce acquistata a rate è difettosa o, peggio ancora, non ti viene nemmeno mai consegnata dal venditore che magari nel frattempo è pure fallito. E qui scatta la fregatura. La finanziaria si dichiara estranea al rapporto originario, non avendo un rapporto di esclusiva e, così, continua a pretendere il pagamento delle rate. E se non paghi? Finisci sulle black list.

 

Di seguito alcuni consigli del Codacons per cercare di ridurre il rischio di fregature anche in questo caso:

 

  • Scegliete come indebitarvi.

Avete bisogno di liquidità? E’ bene valutare tutte le possibilità di finanziamento a disposizione, confrontando attentamente i costi di tutte le offerte. Per i finanziamenti tra 150 e 30.000 euro, il cosiddetto credito al consumo, ci sono varie le possibilità: prestiti finalizzati, prestiti personali, cessione del quinto dello stipendio, scoperto di conto corrente, carte revolving.

·         Controllate il TAEG.

Non dimenticate che la legge obbliga i soggetti che esercitano il credito al consumo a riportare sul contratto il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), cioè il tasso effettivo (comprensivo di commissioni, spese, ed accessori finanziari) applicato al prestito erogato. Non confondete il TAEG, che indica il reale costo del prestito, con il TAN (Tasso Annuo Nominale) che non tiene conto delle spese.

Attenzione! Non sempre tutte le voci vengono inserite nel calcolo del Taeg, ad esempio le spese di invio di estratto conto vengono dimenticate…

  • TAEG zero.

Per importi bassi, sotto i 3.000,00 € non conviene approfittare delle rate, anche se il tasso è zero (TAEG Zero).

Se si dispone del denaro sufficiente è meglio pagare subito. Eviterete problemi in caso di merce difettosa o non consegnata.

Rinunciate all’acquisto. se non avete liquidità, la cosa migliore è, se possibile, rinviare l’acquisto.

 

  • Citare il bene.

Se il contratto con la finanziaria riguarda l’acquisto di un determinato bene o servizio, controllate che nel contratto sia indicato e descritto il bene o servizio acquistato.

  • Rapporto di esclusiva.

Deve essere indicato nel contratto l’accordo di esclusiva tra il venditore e la finanziaria.

·         Pubblicità.

Diffidate di quelle finanziarie che promettono di risolvere in 24/48 ore, le vostre esigenze di prestito o finanziamento.

Ricordatevi che le pubblicità debbono indicare il TAEG ed il periodo di validità dell’offerta.

Anche nei locali aperti al pubblico debbono essere esposti i tassi di interesse, i prezzi, le spese e ogni altra condizione relativa all’offerta.

 

Chiedete tutte le condizioni contrattuali praticate prima di portare i documenti necessari per la firma. Fatevi dare i fogli analitici.

 

  • Attenti a quello che firmate.

Esigete sempre anticipatamente il testo del contratto che si andrà a sottoscrivere, per poterlo analizzare (o farlo analizzare) con attenzione a casa vostra.

Se la finanziaria mette fretta nella sottoscrizione, vuol dire che c’è puzza di bruciato

Non vi fidate di quello che vi dicono a voce: conta solo quello che poi effettivamente firmate.

 

  • Attenti alla doppia firma.

Nei contratti alcune clausole debbono essere firmate a parte, una seconda volta. Troverete una scritta del tipo: “Ai sensi e per gli effetti degli artt. 1341 e 1342 del codice civile ….“. Dovete, in pratica, dichiarare di aver preso visione di alcuni articoli del contratto. Sono i passaggi più pericolosi, che vanno letti con maggiore attenzione. In particolare controllate gli oneri in caso di mora, le modalità di recesso e di estinzione anticipata.

 

  • Tassi bassi.

State alla larga da chi promette di erogare finanziamenti a tassi di interesse inferiori a quelli di mercato. Gran parte delle società finanziarie, per poter operare, devono richiedere il denaro ricorrendo a prestiti e/o fidi bancari a tassi di mercato.

 

  • Tassi usurai.

In ogni sportello bancario sono affisse, per legge, le condizioni relative a tutti i servizi bancari, quindi anche ai prestiti personali.

Nelle agenzie bancarie sono altresì esposti i “tassi soglia” (validi per il trimestre in corso) i quali, se superati, rendono il prestito “usurario“.

 

  • No agli anticipi.

Diffidate di quegli intermediari che pretendono somme anticipate ancor prima di avviare l’istruttoria della pratica di finanziamento.

Non pagate per nessuna ragione somme di denaro a qualsiasi titolo richieste!

 

  • Attenti alle scadenze.

Rispettate le date di scadenza per il pagamento delle rate: una dimenticanza può costare molto cara.. si rischia di diventare “cattivi pagatori” ed andare sulle black list.

 

  • Merce difettosa o servizio non fornito.

Se la merce acquistata a rate è difettosa (o il servizio non è fornito), agite subito nei confronti del venditore, diffidandolo ad adempiere con una raccomandata a/r che invierete, per conoscenza, anche alla finanziaria. Se il problema non si risolve, prima di interrompere il pagamento delle rate, rivolgetevi ad un’associazione di consumatori.

 

  • Raccomandata a/r. Per qualunque comunicazione importante inviate sempre una

lettera scritta raccomandata a/r, anche se il funzionario vi dice che è sufficiente un fax.

 

  • Associazioni di consumatori. Se sorgono problemi, prima di procedere in qualunque

modo contattate un’associazione di consumatori. L’ausilio di un avvocato è sempre utile quando si tratta di interpretare un contratto e capire come è meglio esercitare i propri diritti. Se contattate un’associazione di consumatori, questa consulenza vi costa solo quanto l’iscrizione.

  • ISC – Indice sintetico di costo è più completo e preciso del Taeg, comprende ad

esempio anche le spese di istruttoria. Non tutti però ve lo danno.

 

  • Carte revolving.

Lo svantaggio è che i tassi sono altissimi. Per questo sarebbe meglio non utilizzarle.  In ogni caso, sono da usare solo per piccoli finanziamenti, inferiori a 3000 euro. Dai 3000 euro in su è meglio ricorrere ad altre forme di finanziamento, ad esempio chiedendo un prestito personale alla propria banca.

 

 

 

CARTE DI CREDITO…

I mezzi di pagamento alternativi al denaro contante, primo fra tutti la carta di credito, hanno da tempo preso piede nel nostro paese, diffondendosi velocemente tra i cittadini che hanno modificato le proprie abitudini, attratti dalla comodità e dai vantaggi offerte da tali monete virtuali.

Ma non è tutt’oro quello che luccica, come dimostrano le notizie di truffe messe in atto attraverso furti d’identità e acquisto di carte di credito a nome di ignari cittadini.

Questo capita anche a causa della carenza di controlli delle società esercenti le carte di credito, interessate ad aumentare il proprio giro d’affari, e per la superficialità dei commercianti, che non richiedono mai un documento d’identità quando si effettua un pagamento con moneta elettronica.

Ecco dunque i consigli del Codacons:

Se avete effettuato un acquisto mediante la vostra carta di credito e con noncuranza buttate (o perdete) la ricevuta che l’esercente vi ha consegnato

Prestate attenzione perché tale trascuratezza può costarvi molto cara: numerosi utenti hanno infatti denunciato addebiti sulla loro carta di credito mai effettuati ed usi fraudolenti, non già dall’uso diretto di carte smarrite o rubate, ma del numero delle loro carte di credito.

In moltissimi casi (provare per credere..) basta comunicare il numero di una carta e la data di scadenza (registrati sulle ricevute che l’esercente deve consegnare come prova di acquisto) per poter tranquillamente effettuare ordini telefonici e relativi pagamenti delle merci o di beni e/o servizi più disparati, solo che (dettaglio non irrilevante..) l’addebito verrà effettuato non all’ordinante, ma al titolare di quel numero di carta di credito.

Dunque ricordatevi di:

1) Conservare con cura la carta, lontano da fonti magnetiche; non graffiarne la banda magnetica.

2) Non conservare il PIN (numero segreto) assieme alla carta.

3) Ricordatevi di verificare ogni sera che la carta sia ancora in vostro possesso.

4) Conservare le ricevute fino all’arrivo dell’estratto conto per poi distruggerle, evitando di buttarle ancora leggibili nella spazzatura.

5) Evitate di fornire il numero di carta a soprattutto ad interlocutori telefonici.

6) Evitate nella maniera più assoluta di utilizzare la carta per acquisti via Internet o per transazioni elettroniche via filo; in caso di assoluta necessità di operare acquisti per questo canale, verificare che il sito sia protetto (nella videata la presenza dell’icona “lucchetto”, aperto finché si sta operando, ma che si chiude al termine della transazione) e che appaia una piccola chiave o la sigla “Ssl” (Secure socket layer) oppure Set per l’invio dei dati in forma crittografata).

7) Pretendete dal negoziante che la transazione, ossia il pagamento di un bene o di un servizio, sia effettuata “a vista“.

8) La raccomandazione 489/97 CE, del 30 luglio 1997, relativa a salute e sicurezza dei consumatori, stabilisce che il titolare di una carta di credito non è responsabile delle perdite derivanti dallo smarrimento o dal furto dello strumento elettronico di pagamento dopo aver eseguito la prescritta notificazione (in genere con denuncia effettuata nelle 48 ore) e che, fino al momento della stessa notificazione, il titolare sostiene la perdita subita in conseguenza dello smarrimento o del furto nei limiti di un massimale pari a 150 Euro .

9) Conservate i numeri telefonici (in genere Numeri Verdi) forniti dal gestore della carta per eventuali blocchi a seguito di furti e smarrimenti.

Effettuat immediatamente dopo la denuncia presso l’Autorità giudiziaria (Carabinieri, Polizia, ecc.).

10) Inviate appena possibile alle società emittenti, una raccomandata a/r, allegando la denuncia rilasciata dall’Autorità Giudiziaria, per contestare l’eventuale uso fraudolento.

Siamo certi che con i nostri utili consigli riuscirete a conoscere il grande “sconosciuto” di nome banca e ad evitare di cadere nelle sue trappole quando in alcune occasioni, diviene un nemico da fronteggiare..